Eccellenze

Malo, l’azienda del cashmere cambia ancora proprietà e va a un private equity americano

Lo storico marchio era stato salvato e rilanciato da una cordata di imprenditori italiani nel 2018 e sembrava aver trovato finalmente un nuovo corso. Nessun commento dall’azienda

Look della collezione PE 2025 di Malo

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Glickman Capital, fondo di privare equity statunitense, ha rilevato la quota di maggioranza di Malo, storico marchio di maglieria d’eccellenza. L’85% dell’azienda è stata ceduta dalla finanziaria Finplace Due, guidata dall’imprenditore veneto Walter Maiocchi, che aveva rilevato l’azienda nel 2018 insieme a dei soci per circa 10 milioni di euro. Un’operazione che salvava così il marchio, il laboratorio di Campi Bisenzio, il sito produttivo di Borgonovo Val Tidone in Emilia Romagna, i negozi monomarca e le maestranze, da sempre considerate ricchezza imprescindibile del patrimonio di Malo. Interpellati dal Sole 24 Ore, i vertici del management non hanno rilasciato dichiarazioni.

Secondo Wwd, nuova ceo di Malo è stata nominata Michelle Kessler-Sanders, con una carriera già in Calvin Klein e Vera Wang, ma anche nell’editoria di settore, come fashion director di T: The New York Times Style Magazine, e in Vogue come accessories director. Ad affiancarla, nel ruolo di chief operating officer, è Leonardo Minerva, che ha già ricoperto la stessa carica in Calvin Klein e ha lavorato in Saint Laurent, Fendi e Procter & Gamble.

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Glickman è stato fondato da David Glickman, imprenditore proveniente dell’industria hitech e telecomunicazioni. Del suo portfolio, ricco e molto variegato, fanno parte Mint Mobile, cloud per l’intelligenza artificiale, la squadra di calcio britannica del Leeds United, la società di produzione Hidden Pictures, la catena di ristoranti Sant’Ambroeus.

«Siamo onorati di portare Malo nel suo prossimo capitolo - ha dichiarato David Glickman a Wwd -. Come una delle più iconiche maison di lusso italiane, Malo ha un grande patrimonio, qualità ed eleganza senza tempo. Michelle e Leonardo formano un team di grande esperienza e ho piena fiducia nella loro capacità di onorare il patrimonio di Malo e guidarlo insieme verso un futuro audace e internazionale».

Si tratta dell’ennesimo passaggio di mano dell’azienda, fondata nel 1972 a Firenze, che pur forte di un savoir faire storico non è riuscita a beneficiare di proprietà di lungo periodo: prima dell’entrata di Finplace Due, infatti, Malo era appartenuta per quattro anni al fondo Quadro Capital Partners e ancora prima a Evanthe e a Ittierre.

Nel tempo si erano avvicendate anche diverse direzioni creative, da Gianni Bugli a Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, fino ad Alessandro Dell’Acqua, Saverio Palatella e Fabio Piras. Nel 2006 fu organizzata anche una sfilata-evento a New York.

Negli anni di gestione di Finplace Due, Malo aveva investito sul rilancio seguendo diversi fronti: la tutela del savoir faire, appunto, riportando in vita lavorazioni manuali molto sofisticate; l’investimento in ricerca tessile, impiegando cashmere e fibre naturali, tutte certificate, come rafia e canapa in inedite combinazioni; nei punti vendita, arrivati a nove con l’apertura della boutique in via della Spiga a Milano circa un anno fa.

La collezione per la PE 25 è stata chiamata “Kairos” e descritta come «un omaggio all’arte di vivere il momento. Ispirandosi a questo concetto, le creazioni di Malo superano le tendenze effimere per abbracciare un senso di permanenza». Che è esattamente quello che si augura all’azienda, nell’era della sua nuova proprietà.


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  • Chiara Beghelli

    Chiara BeghelliRedattore

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: inglese, spagnolo

    Argomenti: moda, lifestyle, lusso

    Premi: Premio Penna Arcobaleno (2011) - Premio Stampa Moda Movie (2019) - Premio Casato Prime Donne (2022) - Premio Roma Fashion White sezione "Libri di Moda" (2025)

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