Manovra, dal Pos al bonus 18enni: ecco cosa potrebbe cambiare
La prima norma che potrebbe essere modificata rispetto alla sua attuale formulazione è certamente quella che innalza a 60 euro la soglia oltre la quale scatta l’obbligo per l’esercente di accettare pagamenti con Bancomat e carta di credito
di Manuela Perrone
I punti chiave
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Si è aperta oggi una settimana caldissima per la manovra 2023, tra le proteste dei sindacati e l’atteso vaglio della Commissione europea, che potrebbe rendere noto il suo parere il 14 dicembre. Tutto mentre la commissione Bilancio della Camera si appresta a votare gli emendamenti alla legge di bilancio: 450 le proposte “segnalate” sulle 3mila presentate. Quali sono i contenuti che potrebbero cambiare?
Soglia Pos nel mirino
La prima norma che potrebbe essere modificata rispetto alla sua attuale formulazione è certamente quella che innalza a 60 euro la soglia oltre la quale scatta l’obbligo per l’esercente di accettare pagamenti con Bancomat e carta di credito, con il blocco delle relative sanzioni. La premier Giorgia Meloni ha appena ricordato nella sua videorubrica social #gliappuntidiGiorgia che cancellare le commissioni «sarebbe incostituzionale». «La moneta elettronica è privata, è un servizio offerto - ha spiegato - e lo Stato non può impedire a chi offre quel servizio di guadagnarci sopra una commissione. Probabilmente questa è la ragione per cui la Banca d'Italia fa le sue valutazioni sul tema dell'innalzamento del tetto al contante».
Probabile il ritorno al limite dei 30 euro
Valutazioni ipercritiche, va ricordato. Che si aggiungono alle perplessità che in via informale trapelano da Bruxelles, dove la misura sul Pos, unita a quella che eleva a 5mila euro il tetto per pagare cash, viene letta come controcorrente rispetto all’obiettivo, concordato e messo nero su bianco nel Pnrr, di combattere l’evasione fiscale. È probabile che dall’interlocuzione tra il Governo e la Commissione si arrivi a un compromesso e si torni al limite per le transazioni senza obbligo di Pos che era stato previsto nella prima bozza di manovra: 30 euro.
Pagamenti elettronici cresciuti del 170% rispetto al 2015
Intanto il Centro Studi di Unimpresa ha diffuso i numeri dei pagamenti elettronici in Italia: nel 2021 si sono registrate più di 5 miliardi di operazioni (+170% rispetto al 2015), con un ammontare delle transazioni che sfiora i 238 miliardi di euro. Le carte in circolazione sono 106 milioni, anch’esse in aumento del 17%. E sono quelle di debito, Bancomat in testa, in cima alle preferenze degli italiani per fare acquisti, con 183 miliardi di euro di pagamenti e 3,8 miliardi di operazioni l'anno scorso, seguite dalle carte di credito con 84 miliardi di euro e 1,3 miliardi di operazioni e poi dalle prepagate con 54 miliardi di euro e 1,5 miliardi di operazioni.
Il destino del bonus cultura 18app
L’altro nodo da sciogliere riguarda il destino del bonus culturale per i 18enni introdotto dall'allora premier Matteo Renzi da utilizzare per l'acquisto di biglietti per teatro, cinema, libri, concerti e mostre. Un emendamento presentato da tutto il centrodestra (firmato dal presidente della commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, di Fratelli d'Italia, da Rossano Sasso della Lega e da Rita Dalla Chiesa di Forza Italia) ne ha proposto la cancellazione per destinare le relative risorse - 230 milioni di euro annui a decorrere dal 2022 - a finalità di sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura.


