Economia Digitale

Manus è la nuova intelligenza artificiale made in China di cui tutti parlano

Manus sembra poter navigare in rete o organizzare i documenti dell’utente in modo più strutturato rispetto ai concorrenti. Tra hype e realtà: cosa aspettarsi dal nuovo agente?

di Marco Trabucchi

3' min read

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Fino a ieri la startup Butterfly Effect dietro l’Ai Manus era pressoché sconosciuta al grande pubblico. Poi, l’annuncio comparso il 6 marzo su X ha acceso i riflettori globali sulla “prima intelligenza artificiale completamente autonoma” progettata per collegare pensieri e azioni. Nel video di presentazione Yichao ”Peak” Ji, Chief Research Officer di Butterfly Effect, mostra l’AI alle prese nel soddisfare alcune richieste dell’utente, dimostrando così capacità evolute di agentic AI, un’intelligenza artificiale capace di svolgere automaticamente compiti specifici sul web. Nei primi giorni dal rilascio in anteprima di Manus, manco a dirlo, l’hype generato dalla presunta “next big think” ha scatenato una reazione entusiastica. Dopo Deepseek, molti hanno parlato di un nuovo “momento Sputnik” per l’AI: un’innovazione improvvisa e spiazzante dalla Cina, capace di cogliere di sorpresa la comunità tech globale.

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Cosa fa nello specifico Manus

Nel video promozionale, Manus era in grado, in pochi minuti, di compiere autonomamente operazioni complesse, come selezionare il miglior candidato per un lavoro analizzando decine di curriculum, redigere analisi di mercato con dati raccolti automaticamente dal web, l’acquisto di una casa e persino programmare videogiochi. Un deciso passo avanti nel settore degli agenti AI, rispetto a concorrenti ancora in fase embrionale, come Operator di OpenAI, Claude di Anthropic o Project Mariner di Google.

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Secondo quanto riportato sul sito di Butterfly Effect, la piattaforma combina modelli di intelligenza artificiale esistenti e ottimizzati, tra cui Claude di Anthropic e Qwen di Alibaba, combinandoli con un’architettura innovativa la cui particolarità risiederebbe nella sua autonomia operativa. Un sistema progettato per completare interi processi di lavoro in modo indipendente. Manus, inoltre, incorporerebbe capacità di memoria e apprendimento, adattandosi alle preferenze dell’utente nel tempo.

Nel video virale pubblicato su X, Yichao “Peak” Ji, ha suggerito che la piattaforma supera strumenti come la ricerca avanzata di OpenAI e Operator, ottenendo risultati migliori su GAIA, un benchmark utilizzato per valutare la capacità operative di un’AI, ovvero di svolgere attività complesse come navigare sul web e interagire con svariati software. La società prevede di rendere open source i modelli chiave nel corso dell’anno.

Chi c’è dietro Butterfly Effect

Fino all’annuncio di Manus, Butterfly Effect aveva mantenuto un profilo relativamente basso, in linea con la strategia adottata da molte startup cinesi di intelligenza artificiale: sviluppare i propri prodotti lontano dai riflettori per poi rivelarli con presentazioni ad effetto.

Il team dietro Manus, seppur avvolto da un velo di riservatezza, vanta una solida esperienza nel settore, con il co-fondatore Xiao Hong, che avrebbe già lanciato soluzioni innovative in ambito AI. Fondata nel 2022 a Shenzhen, l’azienda dietro Manus ha raccolto più di 10 milioni di dollari in finanziamenti, hanno riferito diversi media cinesi individuando in Tencent Holdings e Sequoia Capital China i principali finanziatori, segno del crescente interesse del mercato cinese per le tecnologie di AI.

Un entusiasmo ingiustificato? La (dura) realtà dei test indipendenti

Dopo l’annuncio non sono tardate le prime reazioni che hanno decisamente frenato l’entusiasmo su Manus. Le prime prove pratiche da parte di esperti indipendenti, come riportato dalla testata americana TechCrunch, hanno ridimensionato il quadro ottimistico iniziale, ritenend che molte delle prestazioni più impressionanti fossero frutto di test pianificati a tavolino, poco rappresentativi delle reali capacità operative. L’AI cinese messa sotto torchio ha mostrato limiti evidenti: errori frequenti, crash durante attività semplici e risultati imprecisi in scenari reali, come prenotare voli o un tavolo al ristorante. Alcuni esperti hanno ipotizzato che l’approccio “assemblato” di Manus - che integra diversi modelli AI - potrebbe spiegare i problemi di stabilità riscontrati, aumentando la complessità e le potenziali incompatibilità.

La risposta di Butterfly Effect alle critiche

In seguito alle valutazioni critiche emerse dai test indipendenti, la risposta di Butterfly Effect non si è fatta attendere. Con un comunicato ufficiale attraverso il suo account WeChat il CEO Liu Wei ha dichiarato che Manus è ancora in fase beta e che l’AI sta continuamente migliorando le sue capacità, sottolineando che il sistema mostrato nei video promozionali rappresentava “obiettivi di sviluppo” piuttosto che funzionalità completamente operative nella versione attuale. Di fatto una retromarcia che ha portato gli sviluppatori di Manus a ridimensionare le qualità intrinseche del suo prodotto, confermando che una agentic AI pienamente affidabile resta ancora un traguardo lontano, sia in Cina che in Occidente.

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