Fiere

Marmomac debutta a San Paolo, nuovo hub americano per la filiera

VeronaFiere accelera la strategia di sviluppo all’estero. A marzo ritorno in India con un evento Vinitaly

di Giovanna Mancini

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Un nuovo hub per la promozione della filiera tecno-lapidea nel continente americano, con uno sguardo verso gli Stati Uniti. Sebbene fosse presente da oltre 20 anni sul mercato brasiliano con una manifestazione dedicata al settore (Vitória Stone Fair, che fino al 2024 si è tenuta a Vitória, capitale dello Stato di Espírito Santo), per Veronafiere quello di Marmomac Brazil ieri a San Paolo è stato un vero e proprio debutto.

Marmomac Brazil - che per tre giorni ospita 200 marchi da Brasile, Italia, Turchia, Cina e Grecia, su 14mila metri quadrati espositivi - è frutto infatti del rebranding e del riposizionamento strategico della precedente fiera, con l’obiettivo di intercettare le opportunità offerte da una metropoli con 12 milioni di abitanti e centro di riferimento per la comunità di architetti e interior designer.

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San Paolo, location strategica

Una metropoli, inoltre, più facilmente raggiungibile per gli operatori (che quest’anno arrivano da oltre 60 nazioni, tra cui Stati Uniti, Cina, Messico ed Emirati Arabi) e che garantisce maggiore visibilità nell’ottica di una prossima espansione anche verso gli Stati Uniti, in linea con la strategia di espansione internazionale del brand Marmomac prevista dal Piano industriale.

«Marmomac è il marchio più forte al mondo per la pietra naturale. Dopo 58 edizioni di successo a Verona, portiamo questa esperienza e il valore aggiunto del brand anche in Brasile, con l’obiettivo di consolidare il ruolo di Marmomac Brazil come hub di riferimento per l’America Latina e, in prospettiva, per l’intero continente americano», ha commentato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con Milanez&Milaneze, società controllata da Veronafiere, che nel suo portafoglio ha importanti eventi anche dedicati ad altri settori industriali, come il vino e la logistica.

«Per noi è una sorta di edizione zero - ha aggiunto Adolfo Rebughini, direttore generale di Veronafiere -. San Paolo garantisce una location vantaggiosa dal punto di vista della logistica, con un quartiere espositivo moderno, che ci consente di intercettare un pubblico ancora più profilato. Tuttavia, con questa operazione di rebranding e di trasferimento, ci siamo assunti anche un discreto rischio, come se fossimo a tutti gli efeftti una start up. Vedremo alla fine se i numeri ci daranno ragione, ma noi siamo fiduciosi».

Il Vinitaly torna in India

L’operazione su Marmomac Brazil segna inoltre un’ulteriore tappa nella strategia di internazionalizzazione del gruppo fieristico, che punta, oltre che sul mercato americano, anche su quello asiatico: non a caso, a inizio marzo Veronafiera tornerà in India dopo circa 20 anni, con un evento dedicato a Vinitaly, il Vinitaly India Roadshow programmato a New Delhi.

«Quello indiano è un mercato molto complesso dato che, ad esempio, non possibile fare advertising sul vino e che ci sono tasse molto elevate sull’importazione di alcolici - dice Rebuini -. Ma è una geografia molto importante per crescita demografica e della disponibilità economica, perciò abbiamo deciso di tornare a investire in modo significativo, inserendo la tappa di Delhi all’interno del palinsesto internazionale di Vinitaly, che prevede circa 15 tappe all’estero, tra cui tre roadshow in Cina».

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