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Mediaset torna in Olanda (questa volta forse con Vivendi)

Mediaset fa dietrofront sul voto maggiorato ma rilancia sul trasferimento della sede in Olanda, progetto annullato un anno fa insieme all'operazione MediaForEurope

(IMAGOECONOMICA)

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Riprende vita il progetto di espansione internazionale di Mediaset. E il gruppo di Cologno riparte da lì dove si era fermato: dall'Olanda. Con una grande, sostanziale differenza: si riparte contando sull’avallo anche delle minoranze. Niente muro contro muro con Vivendi. La prova immediata sta nell’abrogazione del voto maggiorato con una assemblea straordinaria convocata per il 27 maggio. Il 23 giugno è prevista l’assemblea straordinaria per lo spostamento in Olanda della sede legale del Biscione.

Prove di convivenza fra Mediaset e Vivendi

Due mesi a partire da adesso, insomma, per il nuovo corso di Mediaset. Il Cda del gruppo di Cologno, riunitosi sotto la presidenza di Fedele Confalonieri, ha dato l’ok ai conti 2020, ma ha anche tracciato le basi per un percorso in cui mettere in disparte anni di liti con il socio francese Vivendi e testare la possibilità di convivere sulla base di un progetto concreto. E lo spostamento in Olanda è il primo vero banco di prova

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Assemblea il 23 giugno per votare sull’Olanda

Il consiglio di amministrazione di Mediaset, si legge nella nota del gruppo, ha stabilito «fondamentale per la strategia del gruppo di accedere a un ecosistema, con un modello di governance ispirato ai migliori standard internazionali e in linea con quello adottato da Mediaset fino a oggi». Per questo ha deliberato all'unanimità di sottoporre agli azionisti, in occasione di una assemblea straordinaria in programma per il prossimo 23 giugno, «la proposta di trasferire la sede legale della società ad Amsterdam, Olanda».

I motivi che spingono verso l’Olanda

Quali le motivazioni? Mediaset ne elenca quattro: «Facilitare un più realistico apprezzamento della Società da parte del mercato borsistico e più in generale della business community internazionale che ancora oggi tende a considerare quello dei broadcaster come un business “locale” e perciò strettamente connesso e dipendente dalle valutazioni del contesto economico domestico» ma anche «rafforzare la capacità di Mediaset di raccogliere capitali e risorse finanziarie necessarie per sostenere lo sviluppo di nuovi progetti di business e per agevolare operazioni di integrazione con nuovi partner»; «disporre di un ordinamento giuridico conosciuto e apprezzato da operatori del mercato e investitori a livello internazionale in grado di valorizzare la dimensione paneuropea del business cui punta Mediaset, preservando al contempo l'identità e la storica presenza negli attuali mercati di riferimento»; «assicurare ampie tutele agli investitori, garantendo un alto grado di certezza del diritto e delle relazioni contrattuali/commerciali e, conseguentemente, della realizzabilità del progetto di internazionalizzazione».

In Italia la sede effettiva e quella fiscale

Le azioni, precisa ancora Mediaset, resteranno quotate a Piazza Affari e «in Italia rimarrà anche la sede effettiva nonché la residenza fiscale della società”. Gli azionisti di Mediaset che non voteranno a favore del trasferimento saranno legittimati ad esercitare, ove la relativa delibera venga approvata, il diritto di recesso ai sensi di legge. Il prezzo spettante agli azionisti che eserciteranno il diritto è pari a Euro 2,181 per azione».

Niente voto maggiorato

Il Cda di Mediaset ha anche votato per l’assemblea straordinaria che dovrà esprimersi sulla modifica dell’articolo 7 dello Statuto Sociale mandando in soffitta il voto maggiorato approvato con l’assemblea straordinaria del 18 aprile 2019 e che a breve avrebbe portato alla maggiorazione dei diritti per l’azionista di controllo Fininvest, due mesi prima di quando quella maggiorazione avrebbe visto come beneficiari anche Vivendi e Simon, i quali avevano fatto richiesta di essere inseriti in questo elenco due mesi dopo Fininvest.

Il bilancio 2020

Quanto ai conti, i ricavi di gruppo si sono attestati a 2.636,8 milioni (-9,9%) con costi calati in Italia a 1.762 milioni (-6,8) e in Spagna dell’11% a 606,1 milioni. Il risultato operativo (Ebit) è positivo per 269,7 milioni di euro rispetto ai 354,6 milioni del 2019 . Il risultato netto di Gruppo si attesta a 139,3 milioni di euro rispetto ai 190,3 milioni di euro del 2019. Nel dettaglio delle aree geografiche, in Italia il risultato netto è positivo per 39,2 milioni di euro rispetto ai 76,3 milioni di euro del 2019. In Spagna il dato raggiunge i 178,7 milioni di euro rispetto ai 211,7 milioni di euro dell'anno precedente. Bene la raccolta pubblicitaria: +6,1% nel primo trimestre del 2021, con un ampio risultato positivo atteso anche del secondo trimestre. «Per Publitalia '80 – si legge in una nota di Mediaset – si tratta del terzo trimestre consecutivo con andamento dei ricavi in aumento, pur in un contesto di mercato fortemente condizionato dall'emergenza sanitaria».

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