Vertice a Londra

Meloni: dispiaciuta per scontro Trump-Zelensky, ma no a tifoserie. Ancora perplessa su invio truppe Ue

«Sui dazi siamo ovviamente molto preoccupati, noi siamo una nazione esportatrice, non ci dobbiamo dire niente. Io sono preoccupata».

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 2 marzo 2025, ore 11:30

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Tusk: gruppo leader Ue domenica a Londra per piani su Difesa europea

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«Ho trovato Zelensky dispiaciuto» per lo scontro con Donald Trump alla Casa Bianca «ma come lo siamo tutti noi. Ma l’ho trovato lucido e razionale come sempre, che vuole continuare a lavorare per cercare delle soluzioni». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a Londra. Però, aggiunge, «non è utile in questa fase lasciarsi andare alle tifoserie».

Ancora perplessa su invio truppe europee

«Presentato? Ci sono degli spunti, presentato non direi». Così la premier Giorgia Meloni risponde a Londra a chi le chiede se ci sia un piano di pace Francia-Gb. «Ci sono varie proposte, penso che chiunque metta sul tavolo una proposta faccia in questo momento una cosa utile. Poi ci possono essere perplessità su alcune proposte» come quella «dell’utilizzo di truppe europee su cui ho espresso perplessità. Ma c’è la volontà di dare tutti una mano e mi pare molto importante in questa fase», ha aggiunto ribadendo che «la presenza di truppe italiane in Ucraina non è mai stata all’ordine del giorno: voglio sgomberare il campo. Io penso che il modo più effettivo sia nella cornice atlantica che non vuol dire necessariamente ingresso nella Nato, può voler dire diverse opzioni».

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Preoccupata da dazi, andrò in Usa

«Sui dazi siamo ovviamente molto preoccupati, noi siamo una nazione esportatrice, non ci dobbiamo dire niente. Io sono preoccupata. Ci rendiamo tutti conto che sarebbe un problema anche perché è inevitabile che se ci fossero i dazi, l’Europa risponderebbe. Insomma, si rischierebbe un’escalation che alla fine ci indebolisce tutti quanti». Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Vertice di Londra. «Si è corsi troppo», aggiunge. «Donald Trump non è il primo che pone la questione del surplus commerciale, di una disparità, però credo che si possano trovare delle soluzioni anche su questo, che non sono necessariamente di rottura ma che sono invece di accordo. Del resto parliamo con una persona che ama parlare di accordi e credo che noi dobbiamo ragionare di accordi», rimarca. «A un certo punto andrò alla Casa Bianca, ancora non è calendarizzato ma prima o poi andremo», ha detto.

Il faccia a faccia con il leader ucraino

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Londra, a margine della riunione dei leader ospitata dal Regno Unito, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Lo riferisce Palazzo Chigi in una nota. «L’incontro ha permesso di ribadire il sostegno dell’Italia all’Ucraina e al suo popolo e l’impegno, insieme ai partner europei, occidentali e agli Stati Uniti, di costruire una pace giusta e duratura, che assicuri un futuro di sovranità, sicurezza e libertà all’Ucraina», scrive Palazzo Chigi.

Zelensky. incontro con Meloni produttivo

Il presidente ucraino Zelensky ha indicato che l’incontro con la premier Meloni è stato «produttivo per sviluppare un piano d’azione comune per porre fine alla guerra con una pace giusta e duratura». Zelensky ha aggiunto che «nessun altro oltre a Putin è interessato alla continuazione e al rapido ritorno della guerra. Pertanto, è importante mantenere l’unità attorno all’Ucraina e rafforzare la posizione del nostro Paese in collaborazione con i nostri alleati, cioè i paesi dell’Europa e degli Stati Uniti». Il presidente ucraino ha concluso indicando di essere «grato all’Italia per il suo continuo sostegno e la sua collaborazione nel portare la pace in Ucraina più vicina».

Meloni e l’incontro con Starmer

La Giorgia Meloni, ha incontrato a Downing Street il Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer. Al centro dei colloqui - riferisce una nota di Palazzo Chigi, il conflitto in Ucraina, ribadendo l’impegno comune per la ricerca di una pace giusta e duratura e l’importanza di mantenere l’unità euroatlantica, anche in vista della successiva riunione dei Leader ospitata dal Regno Unito a Lancaster House. L’incontro ha anche permesso ai due Leader di fare il punto sull’eccezionale stato delle relazioni che uniscono le due nazioni e di discutere dei numerosi filoni dell’agenda bilaterale. Particolare attenzione è stata dedicata al contrasto alla migrazione irregolare e alla lotta alla tratta degli esseri umani, ma anche all’energia, alla promozione degli investimenti e alla cooperazione nel settore della difesa. In questo ambito, entrambi hanno riaffermato il loro impegno convinto per l’attuazione del Global Combat Air Programme (GCAP), programma di collaborazione internazionale di elevata rilevanza strategica che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone, con l’ambizione condivisa di sviluppare un caccia di sesta generazione.

Starmer: sintonia con Meloni

Keir Starmer e Giorgia Meloni sono in piena sintonia «sull’importanza dell’alleanza transatlantica» fra Europa e Usa di fronte «alle sfide comuni» del tempo presente: lo si legge in una nota diffusa da Downing Street dopo il bilaterale fra i premier d’Italia e Regno Unito, svoltosi prima del vertice a 16 sull’Ucraina e sulla sicurezza europea in corso a Londra. L’incontro viene descritto come «caloroso e costruttivo» da Londra, che ricorda come i leader siano arrivati al terzo faccia a faccia da luglio. Ribadito anche il comune «sostegno all’Ucraina per tutto il tempo necessario» in risposta all’invasione russa.

L’Europa si riunisce a Londra

L’Europa si riunisce a Londra per definire una strategia sulla crisi ucraina. Dall’altro lato dell’Atlantico lo scontro tra il presidente Usa Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky non è passato inosservato, e ha ulteriormente confermato la necessità di andare nella direzione di una difesa a regia europea, dopo che per anni gli Usa hanno ricoperto un ruolo di primo piano. Il primo banco di prova in questo scenario sarà già in queste ore, quando nel pomeriggio si riunirà un vertice paneuropeo (il “Leaders Summit on Ukraine”), pilotato dal Regno Unito del dopo Brexit e allargato alla Turchia. La riunione sui progetti di difesa comune del vecchio continente e sulla sicurezza ucraina è stata convocata a Londra dal premier britannico Keir Starmer. Un appuntamento che segue il risultato in chiaroscuro della visita giovedì a Washington da sir Keir a Donald Trump.

Sul tavolo ci sarà proprio il nodo della garanzie di sicurezza da offrire a Kiev qualora si arrivi a un cessate il fuoco con la Russia. I temi principali riguardano l’eventuale impiego di truppe e gli impegni per un coordinamento europeo per la difesa. Giovedì prossimo, 6 marzo, tutti e 27 i Paesi dell’Unione europea sono convocati in riunione straordinaria a Bruxelles da Antonio Costa e Ursula von der Leyen.

La premier a Starmer: «Evitare che l’Occidente si divida»

La premier Giorgia Meloni è a Londra. Ha incontrato a Downing Street per un bilaterale il premier inglese Keir Starmer, poi ha raggiunto Lancaster House, dove nel pomeriggio partecipa al vertice organizzato dalla Gran Bretagna per trattare la questione ucraina e la difesa europea. «Penso che sia molto, molto importante che evitiamo il rischio che l’Occidente si divida», ha sottolineato in occasione dell’incontro con Starmer. «E penso che in questo il Regno Unito e l’Italia possano svolgere un ruolo importante nella costruzione di ponti. Siamo tutti molto impegnati per un obiettivo che tutti vogliamo raggiungere con la pace, una pace giusta e duratura in Ucraina». ha aggiunto.

«Nuovi strumenti su sicurezza e migranti»

«So che entrambi pensiamo fuori dagli schemi e sono certa che possiamo fare ancora meglio in temi come sicurezza, difesa, energia e lotta all’immigrazione irregolare e trafficanti di esseri umani - ha continuato il presidente del Consiglio -. Servono nuovi strumenti e nuove idee per garantire la sicurezza dei nostri cittadini». Meloni si è detta «contenta» della “partnership” tra Italia e Regno Unito su temi centrali.

Starmer a Meloni, abbiamo un approccio simile sui problemi

«Abbiamo un approccio molto simile» sulle importanti questioni che il mondo ha di fronte in questo momento. Così Starmer, rivolgendosi a Meloni, all’inizio del loro bilaterale. «È fantastico averti qui in un momento cruciale», ha aggiunto. Starmer ha ricevuto la premier italiana dinanzi al portoncino di Number 10 con sorrisi, strette di mano e uno scambio di baci sulle guance: «You are very welcome». Sir Ker ha quindi ricordato la sua visita a Roma, sottolineando il legame tradizionale fra Italia e Regno Unito e le posizioni «vicine su economia, immigrazione e sicurezza».

Meloni propone un tavolo con Usa e Ue

L’Italia punta a svolgere un ruolo di primo piano nel vertice di questo pomeriggio. Meloni , che guida una maggioranza divisa su questo filone di politica estera ed è reduce da un colloquio telefonico nella tarda serata di sabato 1 marzo con Trump, è infatti impegnata in una mediazione europea che possa ricucire lo strappo emerso in diretta tv venerdì alla Casa Bianca. Il messaggio che ha lanciato la leader di Fratelli d’Italia è che l’Occidente deve essere compatto, in quanto ogni divisione «rende tutti più deboli». Il presidente del Consiglio propone di organizzare in tempi stretti un vertice, un tavolo comune tra Usa ed Europa. Una soluzione che trova d’accordo la Polonia, che detiene la presidenza di turno della Ue. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha spiegato che Varsavia «sostiene la più stretta alleanza possibile tra l’intero Occidente e gli Stati Uniti».

Al vertice di Londra, un summit largo, partecipano la Nato, l’Unione europea, la Turchia e, in videocall, anche i Baltici. Presente anche il Canada. In totale gli interlocutori dovrebbero essere una trentina. Zelensky ha già avuto un bilaterale con Starmer. All’incontro londinese sono invitati in particolare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa e il segretario generale della Nato, Mark Rutte, insieme a Meloni, al presidente francese, Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz, al premier polacco Donald Tusk, a quello spagnolo Pedro Sanchez, all’olandese Dick Schoof, alla danese Mette Frederiksen. Un formato come quello del vertice convocato recentemente a Parigi da Macron, i cui inviti sono stati allargati anche ai leader di Norvegia, (Jonas Gahr St›re), Svezia, (Ulf Kristersson), Finlandia (Petteri Orpo), Repubblica Ceca (Petr Fiala) e Romania (Marcel Ciolacu). Quanto alla Turchia è attesa la partecipazione del ministro degli Esteri, Hakan Fidan.

L’apertura di Giorgetti all’ipotesi di aumentare le spese militari

Un tema connesso a quello di come raggiungere un cessate il fuoco e una stabilizzazione della situazione in Ucraina è quello del rafforzamento della difesa del continente e del conseguente aumento delle spese militari. Su questo fronte si è registrata nelle ultime ore un’apertura da parte del governo. Nota la posizione del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani - che ha auspicato il raggiungimento del 2% del Pil in spesa per armi, purché l’Ue consenta di considerare quegli investimenti fuori dal Patto di stabilità - è giunta anche l’apertura del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Quando discutiamo di un aumento delle spese per la difesa, io ho sicuramente un contraccolpo sul mio bilancio, ma vorrei avere anche un’evidenza di quello che può derivarne in termini di crescita economica. Si parla moltissimo della riconversione dell’automotive al sistema di difesa, non si può ignorare che la spesa per la difesa e gli investimenti della difesa hanno anche una ricaduta in termini di crescita economica». Quanto all’Europa il titolare del Mef rivendica che «la posizione italiana, che tanti di voi avete criticato, incredibilmente a distanza di un anno trova conforto nella realtà, perché sulla spesa per la difesa avevamo detto che bisognava considerare le eccezioni, avevamo detto che le regole devono essere flessibili in relazione all’evoluzione del contesto macroeconomico generale e, ahimè, la realtà in qualche modo sopravanza la pura teoria, la filosofia contabile».

Usa-Ue, Tajani: l’unità dell’Occidente è una priorità, vertice tra alleati

Più in generale, il vertice di Londra ha l’obiettivo di definire una strategia comune. «L’unità dell’Occidente è la nostra priorità. L’Alleanza atlantica è nata per difendere libertà e democrazia, gli stessi valori che rappresentano le fondamenta dell’Unione europea. Ecco perché l’Italia chiede un vertice tra alleati per decidere sulle grandi questioni, a partire dalla guerra in Ucraina. Dividersi sarebbe un grave errore». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Affaritaliani.it, risponde alla domanda se Donald Trump abbia esagerato a cacciare Zelensky dalla Casa Bianca. «È fondamentale per raggiungere ogni obiettivo l’unità fra europei. Così come è impensabile una trattativa per la fine della guerra senza Ucraina e senza Unione europea. Tutti dobbiamo lavorare per una pace giusta che, però, non può consistere nella sconfitta di Kiev. Una pace che deve naturalmente garantire la sicurezza di tutta l’Europa», afferma il titolare della Farnesina.

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