Meloni: «Il tetto al contante sfavorisce la nostra economia. Soglia 60 euro per Pos indicativa, interlocuzione con Ue»
La presidente del Consiglio inaugura una nuova rubrica #gliappuntidiGiorgia su Facebook e torna sulle ultime decisioni messe in campo dal governo con la manovra
di Ce.Do.
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I punti chiave
- Soglia dei 60 euro indicativa, interlocuzione con la Ue
- Non abbiamo fatto cassa sui poveri
- Voglio aiutare le persone a uscire dalla povertà con il lavoro
- La sinistra in disaccordo con l’impostazione economica
- Torneremo a difendere le aziende strategicheVoglio aiutare le persone a uscire dalla povertà con il lavoro
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«Abbiamo aumentato il tetto al contante perché sfavorisce la nostra economia. Crea problemi alla nostra economia perché siamo in un contesto europeo e a livello europeo non esiste un tetto europeo al contante». Nel corso di una diretta Facebook, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna sugli ultimi provvedimenti approvati dal governo e prova a difendere l’operato dell’esecutivo che tante critiche ha ricevuto rispetto ad alcune scelte, a cominciare proprio dalla decisione di innalzare la soglia del tetto al contante. «L’anno in cui c’è stato meno evasione fiscale è stato il 2010 e il tetto al contante era 5mila euro. Più fai salire il tetto al contante meno favorisce l’evasione».
Soglia dei 60 euro indicativa, interlocuzione con la Ue
Il tema dell’evasione consente alla premier di ribadire anche la ratio che ha portato il governo ad alzare fino a 60 euro la soglia per il Pos. «Ci si dice “ci volete impedire di pagare con il Pos e volete favorire l’evasione”’. Il Governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento elettronico per piccoli importi. La soglia dei 60 euro è indicativa può essere anche più bassa, c’è un’interlocuzione in corso con l’Ue e vediamo come andrà a finire», spiega la presidente del Consiglio.
Sull’aumento del tetto al contante e all’uso del Pos è intervenuta anche la Corte dei Conti, con considerazioni critiche. «Ll’innalzamento del tetto dei pagamenti e, in particolare, la non sanzionabilità dei rifiuti ad accettare pagamenti elettronici di un determinato importo possano risultare non coerenti con l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto nel Pnrr», ha detto il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei conti, Enrico Flaccadoro in audizione sulla manovra.
Non abbiamo fatto cassa sui poveri
La premier rispedisce poi al mittente anche le accuse di aver approvato una manovra che dimentica le fasce più in difficoltà. «Ho sentito dire che noi facciamo cassa sui poveri: falso, atteso che tutte queste risorse che possiamo recuperare con queste nostre scelte sul reddito di cittadinanza vengono tutte reinvestite su chi è più in difficoltà e sulla possibilità di creare nuovo lavoro».
Voglio aiutare le persone a uscire dalla povertà con il lavoro
Quanto alle scelte messe in pista sul reddito di cittadinanza, la posizione non cambia. «Voglio aiutare persone a uscire dalla povertà con il lavoro: il lavoro porta ovunque, il reddito di cittadinanza ti tiene dove sei, non c’è scampo». Tra percepire il reddito, prosegue, «e rubare un’opzione di andare a lavorare forse dovresti prenderla in considerazione - ha aggiunto commentando il video di una donna che si lamentava della stretta al reddito -. Più percepirai il reddito più sarai povero e difficile da inserire nel lavoro. Voglio regalare la dignità del lavoro a persone che non meritano di essere mantenute. Non voglio che la gente sia costretta a votarmi, voglio costruire libertà».

