Borse, nuovo rialzo dopo frenata prezzi Usa. Wall Street positiva, giù il dollaro
Il costo della vita negli States a dicembre è risultato in calo al 6,5%, come da attese: è il dato più basso da 14 mesi. Il mercato spera in un ridimensionamento della stretta della Fed. Cina controcorrente: inflazione al 2% nel 2022
di Chiara Di Cristofaro e Flavia Carletti
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nuovo rialzo per le Borse europee che allungano il rally del 2023 grazie al rallentamento dell'inflazione Usa di dicembre. Poco mossi gli indici azionari americani, mentre c'è stata una frenata del dollaro americano e dei rendimenti dei titoli di Stato sia in Europa sia oltreoceano.Il FTSE MIB di Piazza Affari ha guadagnato oltre l'8% da inizio anno. Madrid (IBEX 35) è stata la migliore di giornata.
I prezzi al consumo, come atteso, hanno segnato un ulteriore calo a +6,5% da +7,1% di novembre e il mercato a questo punto spera che l'andamento dei prezzi induca la Federal Reserve a ridimensionare i rialzi dei tassi futuri. La prossima riunione del comitato di politica monetaria della banca centrale americana è in calendario per il 31 gennaio e il primo febbraio. Patrick Harker della Fed di Philadelphia, membro votante del comitato di politica monetaria per il 2023, ha dichiarato che non sarà necessario portare i tassi (attualmente al 4,25-4,50%) molto oltre il 5% prima di fare una pausa e lasciare che la politica monetaria abbia effetto sull'inflazione: il banchiere si aspetta da ora in avanti ritocchi di 25 punti base da parte della Fed alla ricerca del punto di equilibrio della sua politica anti-inflazione. Secondo il numero uno della Fed di St.Louis James Bullard (non votante) invece "c'è troppo ottimismo sui mercati", che credono che "l'inflazione tornerà senza problemi al 2%": serve, dice il banchiere, che i tassi d'interesse, ora al 4,25%-4,50%, salgano oltre il 5% "al più presto".
"Il dato di oggi conferma il trend di rallentamento dell'inflazione, mettendo la Fed nelle condizioni di preannunciare il rallentamento ed il successivo stop lungo" ha osservato Antonio Cesarano di Intermonte secondo cui la soglia del 5% dovrebbe rappresentare il vero "muro" per la Fed oltre il quale non spingersi.
Dollaro in calo dopo inflazione Usa, euro riaggancia 1,08
Il dollaro perde terreno dopo il dato sull'inflazione americana di dicembre e l'euro riaggancia la soglia di 1,08 euro, segnando i massimi dall'aprile 2022. Il cambio euro/dollaro nelle ultime sedute era rimasto inchiodato in area 1,07. «Le aspettative relative a un approccio più favorevole sui tassi da parte della Fed, stanno guadagnando terreno tra gli investitori, poiché le preoccupazioni di recessione sostituiscono l'inflazione come narrazione principale sui mercati. Questa dinamica, che ha preso piede negli ultimi mesi, aiuta a spiegare il calo del dollaro che si registra ormai da ottobre», sottolineano gli analisti di ActivTrades.
A Milano corre ancora Iveco
Tra i titoli, a Piazza Affari, brillante Iveco Group che consolida il rialzo della vigilia sostenuto da una commessa per 150 bus elettrici annunciata ieri. Bene anche Leonardo e Telecom Italia, aspettando sviluppi sul dossier rete unica dopo le parole del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che ha parlato di semplificazioni per le reti e ha rivendicato la scelta del governo di archiviare il vecchio protocollo d’intesa sul progetto di integrazione tra le reti di Tim e Open Fiber per riesaminare tutto il dossier con il metodo del tavolo tecnico. Segno opposto per Davide Campari e soprattutto per Amplifon e Diasorin.



