Energia

Bollette, stop al mercato tutelato. Foti (Fdi): se è possibile prorogare il governo lo farà

Il vicepremier Salvini: conto che con il dialogo si riesca a rimediare a un errore che ci siamo trovati sul tavolo. Il Pd: è la tassa Meloni

Aggiornato il 29 novembre 2023 ore 9:55

Energia: mercato libero o tutelato? Un italiano su quattro non conosce la differenza

5' min read

5' min read

“Se tecnicamente è possibile oggi fare una proroga di un anno ….. sicuramente il governo la farà. Ma ci vuole un’autorizzazione europea. Perché è l’Italia che si è impegnata. Questa volta non si può dire che la colpa è dell’Europa. È colpa della maggioranza che governava allora e che ha voluto mettere negli obiettivi del Pnrr per la terza rata questo”. Queste le parole di Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati.

La posizione di Fratelli d’Italia arriva dopo le parole del vicepremier Salvini: “conto che con il dialogo si riesca a rimediare a un errore che ci siamo trovati sul tavolo”. Salvini ha parlato delle “interlocuzioni del ministro Fitto con la commissione Ue” auspicando una “soluzione positiva”. Il vicepremier si è detto favorevole alla proroga.

Loading...

Interlocuzione con la Commissione Ue

“L’interlocuzione con la commissione europea ci sarà, contiamo di risolvere il problema senza gli emendamenti. Anche perché non abbiamo cifre da investire nel settore come Francia e Germania. Conto che si riesca a rimediare ad un obiettivo che purtroppo Draghi e chi c’era prima di lui avevano messo come milestone nel Pnrr”, ha spiegato. Il piano, riferisce Salvini, è “ridiscuterne tempi e modi. Una volta portato a casa questo, finanziariamente ci staremo dentro”, “non è un problema”. “Il problema è che è una trattativa a due”.

La mancata proroga per l’elettricità

La presa di posizione arriva dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto energia senza la proroga per il mercato tutelato dell’elettricità che quindi andrà a scadenza il 31 marzo 2024. Dal primo aprile 5 milioni di italiani dovranno passare al mercato libero.

Schlein: Salvini dov’era ieri in Cdm? Governo si fermi

“Sono contenta che dopo la conferenza stampa del Pd Salvini si sia accorto che il Governo abbia detto no alla proroga del mercato tutelato, mi chiedo dove fosse ieri durante il Cdm che ha deciso di non prorogare le tutele e far partire le aste. Alla luce di questa dichiarazione di Salvini speriamo che il Governo si fermi” ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein dopo che il leader della Lega ha chiesto di “rimediare a un errore”.

Pd al governo: prorogare misure mercato tutelato

Un appello al governo a modificare il decreto energia approvato ieri dal Consiglio dei ministri è stato lanciato dal Pd nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sede nazionale del partito. In particolare è stato chiesto di prorogare la misure sul mercato tutelato, senza il quale si esporrebbero 5 milioni di piccoli utenti ad aumenti del prezzo del gas e dell’energia. L’appello è stato lanciato dalla segretaria Elly Schlein, da Annalisa Corrado, responsabile Dem per il cambiamento ecologico, dall’ex ministro Bersani, e dal responsabile economia Misiani. “Non è tardi pe fermare la Meloni sulle bollette” ha detto Schlein.

Fdi: fine mercato tutelato responsabilità di Pd e M5S

“Siamo ormai abituati alle fake news di Schlein, Conte e compagnia ma che addirittura raccontino bugie su cose fatte da loro mi sembra davvero paradossale”. Così ribatte Luca Sbardella, deputato di Fratelli d’Italia. “Il Pnrr, preparato inizialmente dal Conte II e poi concluso dal ‘governo dei migliori’ tra cui il Pd e i 5 stelle, e non votato, è utile ricordarlo, solo da Fratelli d’Italia, contiene tra gli obiettivi che se non raggiunti, non consentono il pagamento delle rate, l’obbligo di fine del mercato tutelato per l’energia e quindi di passaggio a quello libero - aggiunge - Dunque Conte e il Pd imputano al Governo Meloni la responsabilità di una clausola che loro hanno inserito nel Pnrr, offrendo in cambio ‘maggior tutela’ all’Ue. Tutto ciò è davvero grottesco. Il decreto energia approvato ieri stabilisce prezzi calmierati di luce e gas per le imprese energivore, un provvedimento che vale 27,4 miliardi di investimenti per sostenere famiglie e imprese per renderle ancora più protagoniste di una transizione bilanciata e realistica. Le bugie le lasciamo a chi oggi polemizza, ma fino a qualche tempo fa non è stato capace di gestire i fondi pubblici, commettendo errori drammatici a cui il Governo Meloni sta ponendo rimedio con interventi strutturali a tutela delle famiglie e delle imprese”.

M5s: anche Salvini perplesso, Meloni si interroghi

E scende in campo anche il Movimento Cinque Stelle. “Invece di insistere con l’indegno scaricabarile messo in piedi stamattina dai parlamentari di Fratelli d’Italia, sullo stop del mercato tutelato Meloni dovrebbe iniziare a farsi due domande, se persino il suo vicepremier Salvini è perplesso, o meglio contrario. Il che è tutto dire, oltre alla conferma che le divisioni in maggioranza ormai sono la regola e non l’eccezione. Il discorso è semplice: tutti i paesi europei stanno mettendo a riparo famiglie e imprese dalle oscillazioni del costo dell’energia. Questo perché il quadro economico del Vecchio Continente si sta complicando e abbiamo due guerre in corso vicinissime, che impattano non poco sul mercato dell’energia. Almeno su questo fronte, il ministro Fitto doveva evitare di chinare il capo con l’Ue: a Bruxelles bisognava spiegare che non è questo il momento storico per togliere una così delicata tutela a quasi sei milioni di famiglie, praticamente più di un sesto degli abitanti del paese. Il governo non solo ha fatto spallucce in Europa, ma ha tergiversato per settimane riducendosi a dare la mazzata definitiva a queste famiglie fragili a un mese e poco più dalla scadenza. Informare i cittadini sulle insidie del mercato libero ora è impresa improba. Invece di puntare sempre il dito contro qualcun altro, forse non sarebbe più consono ogni tanto un mea culpa dalle parti di palazzo Chigi?”. Così in una nota i deputati M5s in commissione Attività Produttive Emma Pavanelli, Chiara Appendino, Alessandra Todde e Enrico Cappelletti.

Facile.it: 13 mln italiani ignorano chiusura mercato tutelato

Nessun rinvio in arrivo per la fine del mercato tutelato dell’energia, ma gli italiani sono pronti? Pare di no, almeno per gli oltre 13 milioni di connazionali che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, nemmeno sanno che il servizio di tutela è destinato a chiudere. E quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente sia nel mercato tutelato o nel libero. Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero. La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate. Ad esempio, circa 1 milione di connazionali ha detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.


Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti