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Meta svela Orion, i primi occhiali olografici in realtà aumentata

Un prototipo dei suoi primi occhiali a realtà aumentata, un visore Quest low cost, e tanta intelligenza artificiale. Ecco le novità di Meta Connect

di Alessandro Longo

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Un prototipo dei suoi primi occhiali a realtà aumentata, un visore Quest low cost, e tanta intelligenza artificiale, infilata dentro gli occhiali intelligenti Ray-Ban e anche dentro un assistente vocale, dove attori famosi hanno prestato la loro voce. In cambio di milioni di dollari, s’intende.

Sono le novità presentati ieri da Meta al Connect 2024. Le azioni di Meta sono aumentate di quasi il 2% mercoledì.

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Orion, occhiali a realtà mista

L’elemento più innovativo e inatteso, Orion, è ancora un prototipo – come spesso accade.

L’industria tecnologica cerca da quasi un decennio per sviluppare occhiali di questo tipo, con l’obiettivo di sovrapporre immagini o testi al mondo reale.

Gli occhiali AR Orion assomigliano a un paio di Ray-Ban neri con montatura e lenti più spesse.

“Sono un’anticipazione di un futuro che credo sarà molto eccitante”, ha detto Mark Zuckerberg, capo di Meta.

Quest e AI in Ray Ban

Si predispone invece per il pubblico allargato il nuovo Quest 3S per la realtà mista, un incrocio tra le Quest 2 e 3 di Meta. Sarà venduto a 299 dollari, uno dei prezzi più bassi per dispositivi di questo tipo. Il Vision Pro a realtà mista di Apple costa 3.499 dollari.

Tra le nuove funzioni lanciate da Meta per i suoi occhiali intelligenti Ray-Ban: la capacità degli occhiali di ricordare immagini e informazioni e la traduzione in tempo reale tra le lingue. Gli occhiali sono diventati un successo inatteso per l’azienda (che puntava e punta invece molto di più sul metaverso). Sono apprezzati soprattutto tra gli influencer. Secondo alcune stime hanno venduto circa un milione di pezzi.

I chatbot con attori: avranno successo?

Gli accordi annunciati sono con gli attori Awkwafina, John Cena, Judi Dench, Kristen Bell e Keegan-Michael Key che le permetteranno di utilizzare le loro voci in un nuovo assistente AI. Meta pagherà alle star milioni di dollari per l’uso della loro immagine, secondo alcune fonti di Bloomberg e del Wall Street Journal.

La speranza di Meta, come anche di altre aziende tech, è che l’AI coinvolga di più gli utenti sui loro prodotti, social e dispositivi.

Zuckerberg ha anche detto che l’assistente AI di Meta - che l’azienda ha lanciato alla conferenza dello scorso anno - ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi mensili, rispetto ai 400 milioni di un mese fa. Il capo di Meta non ha fornito aggiornamenti sugli utenti attivi settimanali.

Ad agosto Meta aveva dichiarato di avere 185 milioni di utenti attivi settimanali, una cifra di poco inferiore a quella rivelata da Chatgpt di 200 milioni di utenti settimanali. Zuckerberg ha dichiarato che l’obiettivo di Meta è quello di far diventare la sua intelligenza artificiale l’assistente più utilizzato entro la fine dell’anno e spera che le celebrità contribuiscano a far avvicinare l’azienda a questo traguardo.

I nuovi chatbot presentati alla conferenza annuale di Meta dedicata agli sviluppatori e all’hardware fanno seguito a mesi di trattative tra la società madre di Facebook, le celebrità e i loro rappresentanti. C’è stato un braccio di ferro su questioni come la privacy, i limiti dell’utilizzo delle loro sembianze e, certo, il compenso. Molte celebrità vogliono approfittare delle opportunità legate all’intelligenza artificiale generativa, al tempo stesso mantenere il controllo sull’uso della loro voce e del loro aspetto. E, di nuovo, sul compenso per tutto questo.

I progressi dell’intelligenza artificiale sono stati tra le preoccupazioni degli attori negli scioperi sindacali di Hollywood dello scorso anno, con la Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists che ha ottenuto alcune protezioni nel suo nuovo contratto.

L’altro punto critico riguarda l’utilità reale di questi accordi. Già l’anno scorso, in occasione del Meta Connect, Zuckerberg aveva annunciato che l’azienda aveva stretto una collaborazione con alcune celebrità, tra cui Snoop Dogg e Paris Hilton, per lanciare chatbot AI dotate di personalità precise. I chatbot non hanno preso piede e l’azienda li ha dismessi nel corso dell’estate.

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