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Mfe lancia l’Opa sulla tedesca Prosieben

Il 78% del corrispettivo d’offerta è previsto in denaro mentre il restante circa 22% è previsto sia corrisposto in azioni MFE “A” di nuova emissione

di Andrea Biondi

Aggiornato il 26 marzo 2025 alle ore 19:09 con l’ufficializzazione dell’Opa da parte di Mfe su Prosiebensat

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Il gruppo Mediaset rompe gli indugi e annuncia il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulla Tv tedesca Prosiebensat. A comunicarlo è lo stesso gruppo di Cologno dopo l’ok arrivato dal consiglio d’amministrazione che era stato convocato per oggi, mercoledì 26 marzo 2025, proprio per decidere l’affondo.

Arriva quindi al redde rationem la partita iniziata a maggio del 2019, sei anni fa, con un primo ingresso al 9,6% fino ad arrotondare la quota alle soglie dell’Opa: 29,9% del capitale e oltre il 30% dei diritti di voto. Oltre questa soglia, secondo la normativa tedesca, scatta automaticamente l’obbligo di un’offerta pubblica d’acquisto.

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Dietro questa mossa si cela, come affermato più volte, la visione strategica del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi: creare un broadcaster paneuropeo in grado di competere con i colossi dello streaming come Netflix e con le piattaforme pubblicitarie dominanti, Facebook e Google. Portare a bordo Prosieben rappresenta un passo cruciale in questa direzione.

L’annuncio dell’Opa

Mfe, si legge in un comunicato, «ha annunciato in data odierna la sua intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto volontaria per aumentare la sua partecipazione nel principale operatore tedesco nel settore dell’entertainment, ProSiebenSat.1 Media SE (“ProSieben”), con l’obiettivo di ottenere flessibilità e opzionalità».

In questo quadro «Mfe prevede di offrire agli azionisti di ProSieben che porteranno in adesione le loro azioni durante il periodo d’offerta un corrispettivo pari alla media ponderata per i volumi degli ultimi 3 mesi del titolo ProSieben (come calcolato dall’Autorità Federale di Vigilanza Finanziaria tedesca, Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht, BaFin), che corrisponde al corrispettivo d’offerta minimo per legge».

E così «circa il 78% del corrispettivo d’offerta è previsto sia pagato in denaro mentre il restante circa 22% è previsto sia corrisposto in natura, in azioni Mfe “A” di nuova emissione».

Mfe in ogni caso va oltre il 30%

Il comunicato fornisce un altro dettaglio importante: «Sempre in data odierna, l’Offerente ha concluso un accordo vincolante con un attuale azionista di ProSieben secondo il quale lo stesso azionista si è impegnato ad aderire irrevocabilmente all’offerta per una parte delle azioni di ProSieben attualmente detenute. Tale accordo garantisce che l’Offerente deterrà in ogni caso più del 30% del capitale sociale di P7 all’esito dell’offerta».

Quindi il gruppo Mediaset può considerarsi potenzialmente già sopra il 30 per cento. Da qui anche la necessità del lancio dell’Opa. Che può arrivare fin dove? «L’offerta - si legge ancora nel comunicato Mfe - sarà promossa sulla base di un documento d’offerta che dovrà essere approvato da BaFin. Il documento d’offerta sarà pubblicato dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte di BaFin o dopo che tale autorizzazione potrà essere ritenuta rilasciata. A quel punto, inizierà il periodo di adesione iniziale all’offerta».

Il finanziamento

A ogni modo il gruppo Mediaset si è preparato ai vari esiti. Ha già predisposto un pacchetto di finanziamenti da 3,4 miliardi di euro per sostenere una potenziale acquisizione. Di questi, fino a 2,1 miliardi sarebbero necessari per rifinanziare il debito del broadcaster di Unterföhring, che prevede una clausola di “cambio di controllo” nel caso in cui un azionista superi il 50% dei diritti di voto. Cosa che però potrebbe anche non accadere calcolando che la media dei 3 mesi dovrebbe essere intorno ai 5,7 euro: al di sotto del valore attuale di mercato con chiusura di Borsa che al 26 marzo vedeva il titolo Prosiebensat a 6,5 euro.

Pier Silvio Berlusconi: «Opa indispensabile, prima che sia troppo tardi»

«L’intenzione di aumentare la nostra quota azionaria e la conseguente Offerta Pubblica di Acquisto è indispensabile per poter concretamente affiancare Prosieben con un approccio costruttivo e creare valore a beneficio di tutti gli azionisti, prima che sia troppo tardi», ha commentato il numero uno di Mfe, Pier Silvio Berlusconi. Che non manca di evidenziare un cambiamento di quadro rispetto al passato: «Per decenni molte grandi aziende italiane sono state conquistate da multinazionali straniere. Quello di Mfe è uno dei pochi casi in cui è un’azienda italiana a investire con coraggio all’estero, oltretutto in un mercato rilevante come quello tedesco. Una sfida ancor più complessa perché in un settore iper-competitivo come quello dei media».


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