Milei segue Trump: “L'Argentina fuori dall'Oms”. E la Lega insiste: presto anche l'Italia
Nel mirino del presidente americano come di quello argentino c'è la passata gestione del Covid bocciata da entrambi
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L'Argentina uscirà dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Lo ha reso noto un portavoce del presidente Javier Milei, a due settimane dall'annuncio arrivato dagli Usa di Donald Trump che appena eletto ha firmato un ordine esecutivo in questo senso. Nel mirino del presidente americano come di quello argentino c'è la passata gestione del Covid bocciata da entrambi e la volontà di bloccare ogni “intrusione esterna” sulla sovranità dei due Paesi in materia di salute. Intanto in Italia la Lega, che ha presentato un disegno di legge per decretare l'uscita del nostro Paese dall'organizzazione con base a Ginevra, insiste: “Seguiamo il loro esempio”.
Nel mirino dell'Argentina la cattiva gestione della pandemia
L'Argentina ha annunciato il suo ritiro dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La notizia è stata confermata dal portavoce presidenziale Manuel Adorni. Secondo il portavoce, il presidente argentino Javier Milei ha dato istruzioni al ministro degli Esteri Gerardo Werthein di ritirare l'adesione dell'Argentina all'Oms a causa delle “divergenze sulla gestione della salute”, in particolare durante la pandemia di Covid-19. Adorni ha affermato che l'organizzazione e l'ex presidente, Alberto Fernández, hanno portato il Paese “al blocco più lungo della storia e alla mancanza di indipendenza dall'influenza politica di alcuni Stati”. Inoltre, il portavoce ha aggiunto che l'Argentina non permetterà a un'organizzazione internazionale di intervenire nella sovranità del Paese, tanto meno nella gestione della salute.
La Lega insiste: l'Italia segua lo stesso esempio
“Dopo la consegna del recesso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità da parte degli Stati Uniti è oggi la volta dell'Argentina. Un altro segno dello sgretolamento di un inutile mostro mangiasoldi che quest'estate ha tentato un vero e proprio golpe planetario con il trattato pandemico, fortunatamente sventato anche grazie al diniego del nostro governo, spinto su questa strada anche dalle interrogazioni della Lega”, ha spiegato il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini. “Siamo certi - ha continutao Borghi - che le ragioni di uscire da questa inutile e costosissima nave che affonda siano ben chiare a tutto il Parlamento a cui chiedo uno sforzo di celerità per evitare che noi, che per primi abbiamo avuto l'idea giusta di abbandonare l'OMS, finiamo poi con l'essere gli ultimi. Confido che la nostra proposta di legge sia calendarizzata quanto prima e anticipo che si terrà una giornata di studio sull'argomento in Senato il 24 febbraio con la presenza di medici e giuristi”.
Le reazioni fredde in Italia e l'apertura a una riforma dell'Oms
La proposta della Lega finora ha trovato molto freddi gli alleati di Governo, in particolare Forza Italia si è detta contraria a questa proposta anche se non ha nascosto la necessità che l'Oms provveda a una riforma. Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito che l'uscita dall'agenzia delle Nazione Unite che si occupa di Sanità globale non è contemplata dal programma di Governo ma ha sottolineato la necessità di aprire un dibattito sulla governance e sull'uso dei fondi. Dal canto suo il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus riconfermato alla guida un paio di anni fa - in piena pandemia - ha aperto all'ipotesi di riforme dell'Organizzazione con l'obiettivo appunto di far tornare gli Usa sui suoi passi.


