Salumi

Mortadella Bologna Igp, aumentano produzione (+3,7%) e vendite (+0,8%)

I dati del 2023: bene anche l’export (+6,7%) che vale un quinto del business. Aziende fiduciose nonostante la frenata del trend rispetto a inizio 2023: a gennaio produzione a +15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno

di Emiliano Sgambato

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Leggera crescita per la Mortadella Bologna Igp nel 2023

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La “Bologna” lo scorso anno ha registrato un incremento della produzione (+3,7%) e dell’export (+6,7%) mentre l’aumento delle vendite si è fermato allo +0,8%. Perun giro d’affari complessivo che si conferma attorno ai
Secondo i dati dell’organismo di controllo Ifcq e comunicati dal Consorzio di tutela «nel 2023 sono stati prodotti 39,5 milioni di kg di Mortadella Bologna Igp e venduti 33,3 milioni di kg. Rispetto al 2022 la produzione è cresciuta del 3,7% e le vendite dello 0,8%».

«Siamo soddisfatti dei risultati di crescita ottenuti, particolarmente trainati dalle vendite all’estero, cresciute del 6,7%. A conferma del fatto che il valore di appagamento del gusto e dello spirito, associato al consumo di Mortadella Bologna, sia un fattore vincente e premiante non solo in Italia ma anche all’estero», ha dichiarato Guido Veroni, presidente del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna.

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Tuttavia non si può non notare come l’aumento dello 0,8% delle vendite risulti in contrasto con la crescita dei consumi rilevati da Circana a giugno su base annua: +8% a volume e +18,1% a valore (in controtendenza rispetto a quelle della media dei salumi tutelati). Tuttavia da un lato i dati non sono sovrapponibili, dall’altro il segno più in un contesto di crisi è comunque significativo, anche perché viene da un confronto con un periodo in cui la crescita della mortadella era già in atto (anche quella non Igp che anzi è ancor più avvantaggiata dal prezzo più basso) dove ha raggiunto giro d’affari complessivo di oltre 780 milioni (il 40% circa dalla Igp).
Inoltre – fanno notare dal Consorzio – l’ultima parte dell’anno, contrariamente a quello che succede per altri salumi, non rappresenta il picco delle vendite. Resta il fatto che le aziende sono ottimiste sul futuro prossimo, tant’è che a gennaio la produzione è in crescita di oltre il 15% (sempre su base annua e quindi rispetto allo stesso mese del 2023).

Buone notizie sul fronte estero. «Le vendite sono prevalentemente destinate ai consumi interni, tuttavia – notano dal Consorzio – la quota destinata alle esportazioni, nel 2023 pari al 20,9%, è in progressiva crescita (+6,7% rispetto al 2022)». Francia e Germania (+15,8%) rappresentano i principali mercati di riferimento, con quote del 26,4% e del 22,7%, seguiti da Spagna, UK ( +20,8%) e Belgio.

In Italia, la Gdo si conferma il principale canale di vendita con una quota del 54,8%, seguita dal normal trade col 28,1% e dai discount col 17,0%.
L’affettato in vaschetta «conferma il decennale trend di crescita, con un aumento del 6,5%, a riprova della comodità del formato che continua ad essere scelto dal consumatore per la praticità di utilizzo e consumo. Basti pensare che si è passati dai 4,7 milioni di Kg lavorati nel 2013 agli 11,3 milioni di Kg del 2023 con un volume di vendita più che raddoppiato, pari a +240%».

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