Napoli, il piano antievasione da un miliardo parte bene: recuperati 115,5 milioni nel 2024
Già pagate 156.223 cartelle, in altri 30.723 casi è stata scelta la rateizzazione
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Un miliardo di euro è sempre una cifra imponente. Ma riferita a un solo Comune diventa stellare. Nella fattispecie, il Comune è Napoli, e il miliardo è la somma da recuperare in dieci anni nel maxipiano di lotta all’evasione: 1.100 euro ad abitante, neonati compresi.
Ma nonostante l’ambizione del progetto sembri smisurata, soprattutto se messa a confronto con le prassi passate di Palazzo San Giacomo, i primi risultati incoraggiano.
I numeri sono scritti nel bilancio preventivo appena approvato. E parlano di 115,5 milioni recuperati nel 2024, primo anno di operazioni: 62 sono già stati incassati, gli altri sono collegati a rateizzazioni che fin qui registrano una puntualità sopra l’80%, quasi doppi rispetto a quelli delle rottamazioni statali. La Tari cumula recuperi per 67 milioni, 21,3 milioni arrivano da multe arretrate e il resto riguarda Imu e altre entrate. Nel 2023 la voce «lotta all’evasione» di Imu e altri tributi aveva raggranellato la miseria di 876mila euro. Che cosa è successo?
Due cose: che il Comune guidato da Gaetano Manfredi si è inerpicato in un arduo programma di ripresa della riscossione in cambio degli 1,2 miliardi di aiuti in vent’anni assicurati dallo Stato; e che la città ha risposto.
Ai 900mila napoletani sono destinate in tutto 1,9 milioni di cartelle
Ai 900mila napoletani sono destinate in tutto 1,9 milioni di cartelle per un totale da 1,9 miliardi, di cui il Comune conta di recuperare poco più della metà. E fin qui i ricorsi hanno riguardato solo lo 0,6% degli atti.


