Decarbonizzazione

Nucleare: ecco i reattori su cui punta Ansaldo Energia

L’azienda sta lavorando in collaborazione con altre aziende, tra cui figura anche l’Enel, per individuare la migliore soluzione tecnologica

di Celestina Dominelli

Il reattore Alfred di IV generazione (foto concessa da Ansaldo Energia)

2' min read

2' min read

Ansaldo Nucleare, partecipata di Ansaldo Energia, è decisa a battere la strada degli small modular reactor, reattori a fissione nucleare di piccola taglia modulari e modulabili di circa 300 megawatt. A ribadirlo, in una recente audizione è stata la numero uno della società, Daniela Gentile. «Gli SMRs rappresentano una soluzione concreta nel medio termine. Sono un’evoluzione delle tecnologie nucleari esistenti ed un modello di business innovativo che associa alla componente elettrica dell’energia nucleare anche quella termica a supporto della decarbonizzazione delle industrie energivore i cui processi non sono completamente elettrificabili».

L’asse con l’Enel sui mini-reattori

Su questo fronte, nel medio termine, l’azienda sta già lavorando in collaborazione anche con altre aziende, tra le quali figura anche Enel, per individuare la migliore soluzione tecnologica che possa consentire una prima realizzazione con orizzonte temporale a partire dai primi anni del prossimo decennio.

Loading...

Lo step dei reattori di IV generazione

A questa generazione di Smr (raffreddati ad acqua), ha spiegato Gentile in audizione, seguiranno, a partire dal 2040, i reattori di IV generazione che potranno operare a temperature ed efficienze superiori con combustibile a partire da quello esausto chiudendone il ciclo e riducendo la quantità di rifiuti radioattivi da smaltire e auspicabilmente a partire dal 2050 completare la staffetta con la produzione energia elettrica da Fusione nucleare.

Energia, Pichetto "Nel mix anche nucleare di nuova generazione"

Il progetto Alfred

Su questo fronte, Ansaldo Nucleare ha avviato nel 2006 il proprio percorso di sviluppo gettando le basi per il reattore Alfred - il primo dimostratore del Lead Cooled Fast Reactor (reattore refrigerato a piombo liquido) concepito e gestito da una comunità paneuropea realizzato in Romania dal consorzio Falcon (Ansaldo Nucleare, Enea e Istituto romeno per le ricerche nucleari), con la collaborazione dell’ente di ricerca belga SCK-CEN e che a giugno 2024 è stato presentato all’European Smr Industrial Alliance.

I benefici connessi al nuovo nucleare

La ceo si è poi soffermata su una stima dei benefici indotti dal nuovo nucleare: le aziende italiane attive su questo segmento (circa 70) hanno rappresentato nel 2022 circa 4 miliardi di euro di fatturato e 1,3 miliardi euro di valore aggiunto e circa 13.500 dipendenti: la parte riconducibile al nucleare si attesta a 457 milioni di euro e 161 milioni di valore aggiunto, con circa 2.800 occupati.

Il mercato potenziale per la filiera italiana

Secondo le analisi condotte insieme a Thea, il nuovo nucleare a partire da quello europeo (pensando ad un target del 25% energia elettrica europea da fonti nucleari) potrebbe generare un mercato potenziale per le imprese della filiera italiana di 25 miliardi di euro ai quali se ne aggiungono altri 21, raggiungendo un potenziale mercato di 46 miliardi di euro, con un valore aggiunto attivabile di 14,8 miliardi di euro entro il 2050 nel caso di riapertura al nucleare all’interno dei confini nazionali come da Pniec. Tra benefici diretti ed indiretti quindi, investire nel nuovo nucleare potrebbe abilitare un impatto economico superiore a 50 miliardi di euro (circa 2,5% del PIL italiano del 2023) e attivare fino a 117.000 nuovi posti di lavoro entro il 2050.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti