Epidemia

Nuova variante di influenza aviaria trovata nei bovini in Nevada: implicazioni per la salute umana

Una variante diversa del virus dell'influenza aviaria è stata scoperta nelle mucche in Nevada, sollevando preoccupazioni sulla sua capacità di infettare gli esseri umani

di Francesca Cerati

Modello tridimensionale generato al computer del virus dell’influenza aviaria H5N1. (Alamy Stock Photo via Reuters)

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Quattro mandrie da latte in Nevada – che si pensava avessero lo stesso ceppo di influenza aviaria che circola nelle mucche di tutti gli Stati Uniti– sono state in realtà infettate da una versione diversa del virus.

Ad annunciarlo è il dipartimento dell’Agricoltura (Usda) americano. La variante del virus in questione è quella che circola negli uccelli selvatici e che ha gravemente ammalato un adolescente in Canada l’anno scorso e ha portato alla morte di un ultra65enne in Louisiana il mese scorso.

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In entrambi i casi, i pazienti hanno sviluppato mutazioni preoccupanti mentre erano malati, il che potrebbe indicare che il virus si stava evolvendo ed essere più capace di infettare le cellule umane.

In altri termini, la variante, nota come genotipo D1.1, appartiene a un lignaggio genetico diverso da quello che ha alimentato le infezioni nei bovini da latte nell’ultimo anno in America e potrebbe essere intrinsecamente più mortale per gli esseri umani.

Scoperto ulteriore caso di passaggio del virus nei bovini da latte

La scoperta è importante perché indica l’esistenza di un ulteriore caso di passaggio del virus nei bovini da latte e quindi eliminarlo dalle mandrie sarà ben più difficile di quanto stimato dall’Usda.

C’è così tanto virus H5N1 nell’ambiente, negli uccelli selvatici, nel pollame domestico e in una varietà di specie di mammiferi che le ricadute si possono trasformare in un rischio reale, anche se è possibile che la via di esposizione possa essere un fattore importante rispetto alla gravità dell’infezione.

Anche se non è ancora chiaro da quanto tempo il virus circoli nei bovini e se sia diffuso, secondo gli scienziati l’infezione riguardava un singolo evento di spillover (dagli uccelli ai bovini), nato alla fine del 2023 in Texas, e successivamente è diventata una epidemia a livello nazionale, senza provocare malattie gravi.

Ora, però, con questo nuovo spillover, cresce la preoccupazione che la versione selvatica del virus possa avere il tempo di acquisire le mutazioni necessarie per adattarsi all’uomo rispetto alla versione che si è diffusa nelle mucche.

ANSA VERIFIED - E' vero che l'influenza aviaria puo' infettare facilmente l'uomo?

E un’altra preoccupazione è legata al fatto che l’immunità acquisita dalla popolazione lattiero-casearia contro l’influenza aviaria potrebbe non funzionare contro il genotipo D1.1, da qui potrebbe essere necessario “riorganizzare” i vaccini in sviluppo.

L’eliminazione del virus dai bovini da latte sembra quindi molto più difficile, complicata e meno probabile di quanto si pensasse.

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