Nuova variante di influenza aviaria trovata nei bovini in Nevada: implicazioni per la salute umana
Una variante diversa del virus dell'influenza aviaria è stata scoperta nelle mucche in Nevada, sollevando preoccupazioni sulla sua capacità di infettare gli esseri umani
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Quattro mandrie da latte in Nevada – che si pensava avessero lo stesso ceppo di influenza aviaria che circola nelle mucche di tutti gli Stati Uniti– sono state in realtà infettate da una versione diversa del virus.
Ad annunciarlo è il dipartimento dell’Agricoltura (Usda) americano. La variante del virus in questione è quella che circola negli uccelli selvatici e che ha gravemente ammalato un adolescente in Canada l’anno scorso e ha portato alla morte di un ultra65enne in Louisiana il mese scorso.
In entrambi i casi, i pazienti hanno sviluppato mutazioni preoccupanti mentre erano malati, il che potrebbe indicare che il virus si stava evolvendo ed essere più capace di infettare le cellule umane.
In altri termini, la variante, nota come genotipo D1.1, appartiene a un lignaggio genetico diverso da quello che ha alimentato le infezioni nei bovini da latte nell’ultimo anno in America e potrebbe essere intrinsecamente più mortale per gli esseri umani.
Scoperto ulteriore caso di passaggio del virus nei bovini da latte
La scoperta è importante perché indica l’esistenza di un ulteriore caso di passaggio del virus nei bovini da latte e quindi eliminarlo dalle mandrie sarà ben più difficile di quanto stimato dall’Usda.


