La crisi della Nato accelera il dibattito Ue sulla clausola di mutua difesa
Dal nostro corrispondente Beda Romano
di Nicoletta Cottone
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Si è svolta stamattina la commemorazione di Piersanti Mattarella, il presidente della regione siciliana ucciso il 6 gennaio 1980 da un commando di killer mafiosi. La cerimonia è stata celebrata davanti alla lapide posta sul luogo dell’omicidio, in via Libertà, a pochi passi dall’abitazione in cui il politico viveva. Presenti alla deposizione della corona d’alloro, oltre a Bernardo, Andrea, Piersanti e Maria Mattarella, anche il sindaco Roberto Lagalla, l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, il deputato regionale Marco Intravaia, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, l’ex sindaco Leoluca Orlando, il segretario regionale del Pd siciliano, Anthony Barbagallo e Antonio Balsamo, sostituto procuratore generale della Corte di cassazione.
L’omicidio venne commesso mentre Piersanti Mattarella, allora presidente della Regione Siciliana, si recava a messa con la moglie Irma Chiazzese, la figlia Maria e la suocera Franca. Era alla guida della sua Fiat 132. Un sicario di Cosa nostra lo freddò con colpi di rivoltella calibro 38 sparando attraverso il finestrino. Le perizie balistiche disposte dalla Procura della Repubblica di Palermo accertarono che vennero utilizzati due revolver, Nel luogo dell’omicidio è stata posta una targa in suo ricordo. Le indagini identificarono negli esecutori materiali Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, terroristi di estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari. Il processo che ne seguì però non riuscì a determinare univocamente gli esecutori materiali dell’omicidio.
«L’Italia onora oggi la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 a Palermo. È uno dei tanti eroi che, con il loro coraggio e la loro integrità, hanno insegnato al popolo italiano che è possibile combattere la criminalità organizzata e occuparsi della cosa pubblica senza cedere al puzzo del compromesso morale». Così la premier Giorgia Meloni in una nota ricorda Piersanti Mattarella. «Sono trascorsi quarantaquattro anni dal suo sacrificio - prosegue -, ma il tempo non ha scalfito minimamente la forza dell’esempio di Piersanti Mattarella. Anche nel suo nome proseguiremo il nostro impegno quotidiano per liberare, una volta per tutte, la nostra Patria dal cancro mafioso».
«Onoriamo oggi la memoria di Piersanti Mattarella, barbaramente ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980 a Palermo. Allievo di Aldo Moro, aveva avviato una importante rivoluzione in Sicilia all’insegna della lotta alla speculazione edilizia e a favore di una maggiore trasparenza. Fu il volto del cambiamento in una Regione restia a voler cambiare. E il suo operato, contraddistinto da legalita’ rappresenta ancora oggi, a 44 anni dal suo assassinio, un virtuoso esempio di doveroso rispetto delle istituzioni. Un modello di integrità nella gestione della pubblica amministrazione che deve essere da guida per l’azione di tutti noi. Il piu’ sincero omaggio, mio personale e del Senato della Repubblica». ha sottolineato il presidente del Senato Ignazio La Russa
«Il 6 gennaio di 44 anni fa la mafia uccideva barbaramente, a Palermo, Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana. In tale dolorosa ricorrenza desidero rinnovare, a nome mio personale e della Camera dei deputati, le espressioni della più sentita vicinanza ai familiari. Rinnovo oggi al presidente della Repubblica un particolare pensiero, nel ricordo di un uomo integerrimo e coraggioso, che rimarrà sempre una figura di riferimento per il Paese. Ne onoriamo la memoria. La sua forza d’animo e la sua determinazione nel contrasto alla mafia siano sempre d’esempio per le Istituzioni e per la società civile nella promozione quotidiana e in ogni sede della cultura della legalità», ha dichiarato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana..