Commemorazione

Omicidio di Piersanti Mattarella, Meloni: un eroe, ha insegnato che è possibile combattere la criminalità

L’omicidio 44 anni fa mentre l’allora presidente della Regione Siciliana si recava a messa con la moglie Irma Chiazzese, la figlia Maria e la suocera Franca. Era alla guida della sua Fiat 132

di Nicoletta Cottone

(Adriano Mordenti / AGF)

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Si è svolta stamattina la commemorazione di Piersanti Mattarella, il presidente della regione siciliana ucciso il 6 gennaio 1980 da un commando di killer mafiosi. La cerimonia è stata celebrata davanti alla lapide posta sul luogo dell’omicidio, in via Libertà, a pochi passi dall’abitazione in cui il politico viveva. Presenti alla deposizione della corona d’alloro, oltre a Bernardo, Andrea, Piersanti e Maria Mattarella, anche il sindaco Roberto Lagalla, l’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato, il deputato regionale Marco Intravaia, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, l’ex sindaco Leoluca Orlando, il segretario regionale del Pd siciliano, Anthony Barbagallo e Antonio Balsamo, sostituto procuratore generale della Corte di cassazione.

L’omicidio mentre si recava a messa

L’omicidio venne commesso mentre Piersanti Mattarella, allora presidente della Regione Siciliana, si recava a messa con la moglie Irma Chiazzese, la figlia Maria e la suocera Franca. Era alla guida della sua Fiat 132. Un sicario di Cosa nostra lo freddò con colpi di rivoltella calibro 38 sparando attraverso il finestrino. Le perizie balistiche disposte dalla Procura della Repubblica di Palermo accertarono che vennero utilizzati due revolver, Nel luogo dell’omicidio è stata posta una targa in suo ricordo. Le indagini identificarono negli esecutori materiali Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, terroristi di estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari. Il processo che ne seguì però non riuscì a determinare univocamente gli esecutori materiali dell’omicidio.

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Meloni: Piersanti Mattarella eroe, insegna che è possibile combattere la criminalità

«L’Italia onora oggi la memoria di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980 a Palermo. È uno dei tanti eroi che, con il loro coraggio e la loro integrità, hanno insegnato al popolo italiano che è possibile combattere la criminalità organizzata e occuparsi della cosa pubblica senza cedere al puzzo del compromesso morale». Così la premier Giorgia Meloni in una nota ricorda Piersanti Mattarella. «Sono trascorsi quarantaquattro anni dal suo sacrificio - prosegue -, ma il tempo non ha scalfito minimamente la forza dell’esempio di Piersanti Mattarella. Anche nel suo nome proseguiremo il nostro impegno quotidiano per liberare, una volta per tutte, la nostra Patria dal cancro mafioso».

La Russa, Piersanti Mattarella modello integrità

«Onoriamo oggi la memoria di Piersanti Mattarella, barbaramente ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980 a Palermo. Allievo di Aldo Moro, aveva avviato una importante rivoluzione in Sicilia all’insegna della lotta alla speculazione edilizia e a favore di una maggiore trasparenza. Fu il volto del cambiamento in una Regione restia a voler cambiare. E il suo operato, contraddistinto da legalita’ rappresenta ancora oggi, a 44 anni dal suo assassinio, un virtuoso esempio di doveroso rispetto delle istituzioni. Un modello di integrità nella gestione della pubblica amministrazione che deve essere da guida per l’azione di tutti noi. Il piu’ sincero omaggio, mio personale e del Senato della Repubblica». ha sottolineato il presidente del Senato Ignazio La Russa

Fontana, onoriamo la memoria di Piersanti Mattarella

«Il 6 gennaio di 44 anni fa la mafia uccideva barbaramente, a Palermo, Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana. In tale dolorosa ricorrenza desidero rinnovare, a nome mio personale e della Camera dei deputati, le espressioni della più sentita vicinanza ai familiari. Rinnovo oggi al presidente della Repubblica un particolare pensiero, nel ricordo di un uomo integerrimo e coraggioso, che rimarrà sempre una figura di riferimento per il Paese. Ne onoriamo la memoria. La sua forza d’animo e la sua determinazione nel contrasto alla mafia siano sempre d’esempio per le Istituzioni e per la società civile nella promozione quotidiana e in ogni sede della cultura della legalità», ha dichiarato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana..

Piantedosi: testimonianza di coraggio e impegno civile

«Il 6 gennaio di 44 anni fa Piersanti Mattarella perdeva la vita, vittima di un vile attentato mafioso. La forza del suo impegno politico e del suo esempio - ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi - sono state d’ispirazione per tutti coloro che non si sono mai rassegnati al giogo delle organizzazioni criminali, ma hanno scelto di combatterle nel segno dei valori di giustizia e legalità. La sua figura continua a essere, per le nuove generazioni, testimonianza di coraggio e di impegno civile»

Mulè, ricordiamo un siciliano incorruttibile

«Ricordare, non smettere di onorare la memoria, agire secondo il suo esempio: nell’anniversario dell’uccisione di Piersanti Mattarella, di un siciliano buono che rifiutò qualsiasi compromesso nel nome della legalità, celebriamo il suo ricordo tramandando agli italiani di oggi la forza di un modello incorruttibile», ha sottolineato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, in occasione del 44esimo anniversario dell’omicidio del presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella.

Il sindaco Lagalla: fu simbolo di legalità

«A 44 anni dalla tragica uccisione per mano mafiosa, resta ancora vivo il ricordo del presidente Piersanti Mattarella, simbolo di legalità e di alta politica, improntata sul dialogo e il servizio ai cittadini. Il suo impegno per la comunità è stato rivolto al contrasto dell’influenza di Cosa nostra sulla società civile. Per onorare la sua memoria, l’auspicio è che si continui a cercare la verità su un delitto che ha sconvolto il Paese e che ancora oggi resta avvolto da troppe ombre», ha detto Lagalla a margine della commemorazione.

Intravaia: un faro per chi crede in una Sicilia in cui vinca la legalità

Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia, ha depositato una corona d’alloro, in qualità di delegato a rappresentare l’Assemblea Regionale Siciliana, durante la cerimonia. «La vicenda politica e umana di Piersanti Mattarella - ha detto Intravaia - è un faro per tutti coloro che credono in una Sicilia in cui finalmente vinca la legalità. In modo particolare, è un esempio da seguire per chi è impegno in politica e nelle istituzioni, chiamato a realizzare quella Sicilia con le carte in regola che ispirava l’azione politica del presidente Mattarella. Sta a noi raccogliere questo testimone e realizzare non un sogno irrealizzabile, ma la legittima aspirazione di ogni siciliano onesto ad una Sicilia libera dal ricatto mafioso».


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