Pos, il limite di 60 euro per i pagamenti potrebbe abbassarsi: ecco perché
Pesa la bocciatura di Bankitalia, che si aggiunge alle perplessità di Bruxelles. Dal Mef nessuna conferma, ma il Governo è pronto a fare marcia indietro sul limite di 60 euro
di Manuela Perrone
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I punti chiave
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Nessun limite, poi 30 euro, infine 60 euro. Ma l’epopea della soglia dalla quale scatta l’obbligo di accettare i pagamenti con Bancomat e carte di credito, accompagnata dall’addio alle sanzioni per chi rifiuta, non sembra ancora finita. Ed è attesa una retromarcia del Governo.
Il freno di Meloni
Anche se dal ministero dell’Economia, per ora, non arrivano conferme, non sono passate inosservate le parole pronunciate il 4 dicembre dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua nuova rubrica #gliappuntidiGiorgia: «Quella dei 60 euro è una soglia indicativa - ha ammesso la premier - e per me può essere anche più bassa. C'è ovviamente un'interlocuzione con la Commissione Ue, perché il tema del pagamento elettronico è fra gli obiettivi del Pnrr, bisogna vedere come andrà a finire».
Le critiche di Bankitalia
Il 5 dicembre, un altro colpo alla norma della legge di bilancio sui pagamenti elettronici (dopo quello della Corte dei conti) è arrivato con l’audizione di Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica della Banca d'Italia, alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Balassone ha ricordato che «i limiti all'uso del contante, pur non fornendo un impedimento assoluto alla realizzazione di condotte illecite, rappresentano un ostacolo per diverse forme di criminalità ed evasione. In particolare - ha spiegato - negli ultimi anni sono emersi studi, anche condotti nel nostro Istituto su dati italiani, che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l'economia sommersa; c'è inoltre evidenza che l'uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l'evasione fiscale».
Il «costo» del contante
Balassone ha smontato anche l’argomentazione più diffusa tra i fautori del contante, che il Governo ha favorito anche alzando a 5mila euro il tetto massimo per i pagamenti cash: il costo delle transazioni. «Con riferimento agli oneri legati alle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici - ha riferito - è opportuno ricordare che anche il contante ha costi legati alla sicurezza (come quelli connessi con furti, trasporto valori, assicurazione). Nostre stime relative al 2016 indicano che, per gli esercenti, il costo del contante in percentuale dell'importo della transazione è superiore a quello delle carte di debito e credito».
Gli ostacoli dell’Europa e del Pnrr
Bankitalia ha richiamato esplicitamente il pericolo che le norme sui pagamenti in contante e l'introduzione di istituti che riducono l'onere tributario per i contribuenti non in regola entrino in contrasto «con la spinta alla modernizzazione del Paese che anima il Pnrr e con l'esigenza di continuare a ridurre l'evasione fiscale». Inevitabile il richiamo alle Raccomandazioni specifiche per l'Italia formulate dalla Commissione europea nell'ambito del semestre europeo, che «muovono da tale presupposto».

