Papa Francesco: «Il Sinodo deve iniziare dal basso, richiederà lavoro e pazienza»
Per la pandemia i vescovi non si incontravano da oltre 700 giorni. Molti i prelati giovani presenti
di Nicoletta Cottone
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I punti chiave
- Il Sinodo riparta dal basso, nelle piccole comunità
- Non siamo a un concorso per eleggere il vescovo più bello
- Attenzione alla formazione dei seminaristi
- Bassetti: «Un’assemblea con tanti vescovi giovani»
- Oltre 200 vescovi all’Ergife di Roma
- Stellantis: Elkann e Tavares parlano al Papa dell’impegno nella mobilità sostenibile
- All’Osservatore romano: «Lasciatevi schiaffare dalla realtà»
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«Il Sinodo deve iniziare dal basso in alto. Questo ci chiederà pazienza e lavoro, far parlare la gente, che esca la saggezza del popolo di dio». Papa Francesco ha aperto così la 74esima Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana che si svolge dal 24 al 27 maggio all’Ergife Palace Hotel di Roma, sul tema “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita - Per avviare un cammino sinodale”. Il Papa è stato accolto dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei e dai vicepresidenti Mons. Mario Meini, vescovo di Fiesole, Mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e dal segretario generale, monsignor Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica. Seminari, tribunali ecclesiastici, Sinodo: sono questi i tre temi che il Papa affrontare con i vescovi. «Sono i temi che mi stanno a cuore», ha detto prima che cominciasse l’incontro a porte chiuse, solo tra lui e i presuli italiani. L’incontro prosegue con risposte e domande, senza la presenza della stampa.
Il Sinodo riparta dal basso, nelle piccole comunità
«Il Sinodo deve cominciare dal basso in alto, nelle piccole comunità, nelle piccole parrocchie. Questo ci chiederà pazienza, ci chiederà lavoro, ci chiederà far parlare la gente», ma da lì arriverà «la saggezza del popolo di Dio», ha detto il Papa parlando all’assemblea della Cei che darà il via al cammino sinodale, un confronto a tutto campo nella Chiesa, comunità per comunità. Papa Francesco ha richiamato i vescovi italiani a riprendere le linee tracciate cinque anni fa nel convegno di Firenze, senza amnesie.
Non siamo a un concorso per eleggere il vescovo più bello
Il Papa ha aperto l’Assemblea dei vescovi con una battuta, scherzando sul fatto che l’assemblea per il Covid-19 si svolge in un hotel: «Quando sono entrato mi è venuto in mente un cattivo pensiero, scusatemi: ma siamo a una assemblea dei vescovi o a un concorso per eleggere il vescovo più bello? Perché qui si fanno concorsi mondiali». Speriamo, ha detto il Pontefice, «che questa assemblea vada bene avanti. So che non è facile fare una cosa domestica in una casa che non è nostra, ma possiamo fare in modo che diventi nostra col nostro atteggiamento e la preghiera».
Attenzione alla formazione dei seminaristi
«In questo momento c’è un pericolo molto grande: sbagliare nella formazione e anche sbagliare nella prudenza nell’ammissione dei seminaristi», ha detto il Papa parlando ai vescovi italiani. «Abbiamo visto con frequenza seminaristi che sembravano buoni ma rigidi. La rigidità non è del buono Spirito. E poi ci siamo accorti che dietro quella rigidità c'erano dei grossi problemi. I seminaristi ricevuti senza chiedere informazioni, che sono stati cacciati via da una congregazione religiosa o da una diocesi», ha sottolineato. «E poi la formazione»: «non possiamo scherzare con i ragazzi che vengono da noi per entrare in seminario».
Bassetti: «Un’assemblea con tanti vescovi giovani»
«Santo Padre, di solito ci accoglieva con gioia nella sua casa in Vaticano, che ormai sentiamo anche nostra. Ma con la pandemia tutto può accadere, quindi abbiamo dovuto svolgere l'assemblea qui. É un'assemblea in parte rinnovata, con tanti vescovi giovani, anche se per via del Covid alcuni non sono potuti venire», ha detto il presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti, aprendo i lavori della 74esima Assemblea generale, alla presenza di Papa Francesco.

