I capigruppo della Camera dei Deputati riceveranno un'indennità aggiuntiva. Ecco chi ci rinuncia
Le risorse necessarie saranno prelevate dal contributo concesso ai gruppi parlamentari e quindi, è spiegato, l’operazione è ad invarianza di spesa rispetto al bilancio complessivo di Montecitorio
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I punti chiave
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Ai presidenti dei gruppi parlamentari di Montecitorio verrà corrisposta dalla Camera una indennità aggiuntiva pari a quella già erogata ai presidenti di commissione, pari a 2.226,92 euro lordi al mese, 1.269,34 euro netti. L’indennità arriverà anche per i presidenti delle componenti del gruppo Misto, ma ridotta alla metà. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza di Montecitorio con una delibera, la 45/2023.
Per il 2023 l’indennità aggiuntiva sarà a carico dei bilanci dei singoli gruppi parlamentari. Dal 2024 l’indennità sarà erogata direttamente dalla Camera. Le risorse necessarie saranno prelevate dal contributo concesso ai gruppi parlamentari e quindi, viene spiegato, l’operazione è ad invarianza di spesa rispetto al bilancio complessivo di Montecitorio. In sostanza, dunque, non ci saranno spese aggiuntive.
Ma c'è chi non ci sta. «Infatti, nell’ordine, le cose andranno così: come ho già rinunciato al vitalizio in Regione, non mi darò nessun aumento con i soldi del gruppo che servono all’attività in Parlamento. E mi batterò fino in fondo per il salario minimo. Pensavo non ci fosse bisogno di precisare ma visto il deprimente dibattito avviato, eccomi qui. Ora possiamo tornare a parlare di cose serie?». Così il capogruppo di Az-Iv alla Camera Matteo Richetti su twitter in risposta ad un utente che chiedeva spiegazioni sull’aumento dell’indennità per i capigruppo.
«Innanzitutto il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in ufficio di presidenza, con il suo rappresentante, si è astenuto in merito a questa decisione. Inoltre noi siamo un gruppo piccolo, con fondi limitati, ovvio che rinuncerò a questo aumento che peserebbe sull'andamento generale delle nostre attività». Così Luana Zanella , presidente di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera sull’aumento di stipendio ai capigruppo di Montecitorio.
«L'ufficio di Presidenza della Camera ha stabilito, senza alcun voto contrario, di attribuire ai capigruppo, un'indennità pari a quella percepita dai presidenti di Commissione, la più bassa tra quelle in vigore. Con una sostanziale differenza: quella riconosciuta ai capigruppo non comporta alcun aggravio di spesa al bilancio della Camera. Tuttavia, ritengo che sia giusto lasciare ai destinatari della misura la possibilità di rinunciare alla stessa, cosa che faccio senza difficoltà alcuna», ha detto Tommaso Foti , capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

