Parole magiche per motivare e coinvolgere i dipendenti: come usarle al meglio
Alcune parole hanno un impatto maggiore di altre, perché sono più efficaci nel coinvolgere chi ci ascolta e nell'indurre all'azione. Jonah Berger ne parla nel suo ultimo saggio tradotto in italiano da Egea
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Padroneggiare l'uso delle parole può cambiarci la vita: le usiamo per convincere gli altri, per ottenere ciò che desideriamo, per comunicare idee e per entrare in contatto con le persone. Succede in campo lavorativo e nella vita privata. Ma alcune parole hanno un impatto maggiore di altre, perché sono più efficaci nel coinvolgere chi ci ascolta e nell'indurre all'azione.
Quali sono queste parole “magiche” e come possiamo sfruttarne il potere? Jonah Berger è docente di Marketing alla Wharton School dell'Università della Pennsylvania, è consulente di grandi oranizzazioni (come Google, Apple, Nike e la Gates Foundation), autore di bestseller ed è considerato un esperto di fama mondiale sui temi del passaparola e di come comportamenti e idee (nonché marchi e prodotti) prendono piede. Con “Parole magiche”, tradotto e pubblicato da Egea, è tornato nelle librerie italiane con un saggio dedicato alla scienza del linguaggio e al modo in cui possiamo utilizzarlo per motivare e coinvolgere. Si parla di tecniche e di consigli per essere persuasori migliori, si analizzano le diverse categorie di “parole magiche” e si condividono le intuizioni senza precedenti prodotte negli ultimi anni grazie all'ubiquità della digitalizzazione e ai progressi raggiunti nel campo del machine learning, della linguistica computazionale e dell'elaborazione del linguaggio naturale. Un viaggio per capire il valore delle parole, perché - come dice l'autore - essere un grande oratore non è un talento congenito ma qualcosa che si può apprendere.
Nell'era dei social, di WhatsApp e dell'intelligenza artificiale il valore e il “potere” della parole è cambiato rispetto al passato? E come?
La domanda è interessante. Da un lato sarebbe facile dire: “aspetta, non produrremo più parole, i computer le produrranno per noi, giusto?” Così le persone non produrranno più linguaggio ma anche se pensiamo a tecnologie evolute come il sistema di intelligenza artificiale ChatGPT occorre comunque dare a queste una direzione, un suggerimento. E anche quando lo si fa, il sistema produce linguaggio, ma non genera sempre e necessariamente il linguaggio migliore. Credo quindi che il valore delle parole sia altrettanto importante oggi, se non addirittura più importante, di quanto non lo sia stato in passato. Le parole sono la valuta che trasporta le idee, che comunica l'essenza delle cose e il perché le persone dovrebbero compiere una determinata azione invece che un'altra. Sia che si tratti di vendere prodotti, servizi e idee, sia che si cerchi di convincere colleghi e capi, o anche semplicemente di parlare con partner e amici, oggi il linguaggio e la comprensione del potere delle parole sono più importanti che mai.
La popolarità di Chat Gpt e la necessità di interagire con i suoi algoritmi attraverso domande (e quindi parole) renderà le persone e i comunicatori più preparati?

