Partite Iva, spinta alla flat tax per dipendenti e nuove attività
Nel 2025 altri quattro incentivi al forfait: meno limiti a chi riceve stipendi o pensioni,sgravio Inps per commercianti e artigiani neoiscritti, spazio ai contratti misti, fattura semplificata estesa
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I punti chiave
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Contrariamente agli annunci, la manovra non ha innalzato il limite di ricavi o compensi massimi per i forfettari: resta a 85mila euro. Quest’anno, però, sono entrate in vigore quattro nuove disposizioni destinate a dare un’altra spinta alla flat tax delle partite Iva. Segnali d’attenzione da parte del Governo e del Parlamento per un regime fiscale sempre più popolare, che nei primi nove mesi dell’anno scorso è stato scelto dal 70,5% delle persone fisiche (199.700) che hanno aperto una nuova posizione Iva. E che nelle ultime dichiarazioni dei redditi è stato usato da altri 1,77 milioni di contribuenti.
La soglia a 35mila euro
La prima apertura è l’innalzamento della soglia di reddito di lavoro dipendente (o assimilato, come la pensione) compatibile con il regime agevolato: per il solo anno 2025 passa da 30mila a 35mila euro.
La soglia era stata eliminata anni fa dalla legge di Bilancio 2019 (governo Conte I), insieme al vincolo sui beni strumentali, e poi reinserita dalla finanziaria per il 2020 (Conte II).
Il nuovo limite a 35mila euro è in vigore dal 1° gennaio scorso, ma il reddito da considerare è quello percepito nell’anno precedente. In concreto, la soglia più elevata permetterà di entrare nel forfait ad alcuni “doppiolavoristi” che nel 2024 hanno guadagnato più di 30mila euro come dipendenti. O eviterà di uscire dalla flat tax ad alcuni pensionati che l’anno scorso avevano già la partita Iva agevolata e che si sono trovati a sforare il vecchio limite in virtù degli adeguamenti Istat del cedolino pensionistico.
L’innalzamento deciso con la manovra apre potenzialmente le porte del forfait a un milione di pensionati e due milioni di lavoratori dipendenti. Si tratta, come è ovvio, di un bacino teorico, perché solo una frazione di questi soggetti ha già o aprirà una partita Iva. Tant’è che la relazione tecnica stima in 12mila le nuove adesioni alla flat tax, pur riconoscendo che «la proposta ha natura attrattiva» (cioè: sarà apprezzata).


