Inps, nel privato il 53,5% delle pensioni fino a 750 euro
Nelle aree del Mezzogiorno sono concentrate 80,8 prestazioni di invalidità civile ogni mille abitanti: al Nord sono 40,4. Complessivamente al 1° gennaio 2025 risultano «vigenti» 17.986.149 prestazioni pensionistiche
di Marco Rogari
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I punti chiave
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Cresce il peso dell’assistenza sulle pensioni erogate dall’Inps. Nel 2024 le nuove prestazioni pensionistiche assistenziali liquidate dall’Inps, al netto della gestione dei dipendenti pubblici, sono state 707.156, il 49,3% del totale, contro il 48,6% del 2023.
Complessivamente lo scorso anno sono state erogate 1.434.086 pensioni (erano poco più di 1,36 milioni nel 2023) e il 50,7% è risultato di natura previdenziale. Gli importi “annualizzati” stanziati per i nuovi trattamenti pagati nel 2024 ammontano a 15,1 miliardi.
A fotografare l’andamento del flusso pensionistico, con l’esclusione degli assegni ai dipendenti pubblici, è l’Osservatorio dell’istituto, dal quale emerge che le prestazioni pensionistiche monitorate all’inizio di quest’anno sono in tutto 17.986.149, di cui 13.687.335 (il 76,1%) di natura previdenziale e 4.298.814 (il 23,9%) di natura assistenziale.
A livello territoriale, il Mezzogiorno è l’area con l’incidenza più alta di pensioni di invalidità civile: 80,8 assegni ogni mille residenti (erano 77,4 nel 2023), esattamente il doppio del Nord, che si ferma a quota 40,4. L’Inps fa anche notare che il 53,5% delle pensioni erogate presenta un importo inferiore a 750 euro. E per le donne si sale al 64,1%.
Le pensioni private di natura previdenziale costano 226,6 miliardi
Dall’Osservatorio Inps emerge che le pensioni vigenti al 1° gennaio 2025 sono 17.986.149, di cui 13.687.335 (il 76,1%) di natura previdenziale e 4.298.814 (il 23,9%) di natura assistenziale.

