Pensioni «opzione donna»: proroga in arrivo, chi potrà beneficiarne. Lega: tasse al 7% per i pensionati esteri che scelgono il Sud
di Francesca Barbieri
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Il 2019 si preannuncia come un anno di “sperimentazione” sul fronte delle pensioni. Da un lato l’avvio del triennio di quota 100. Dall’altro la prosecuzione di opzione donna, un particolare sistema che permette alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore. In più: tasse ridotte a un forfait del 7% per 5 anni per i pensionati residenti all'estero da almeno 5 anni che scelgano di venire, o tornare, in Italia, ma nelle Regioni del Sud, Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia, come prevede un emendamento alla manovra della Lega a prima firma Bagnai depositato in commissione
Bilancio del Senato, che replica il “modello Portogallo” invocato da Matteo Salvini in estate.
Riflettori accesi sulle lavoratrici
Anche se il condizionale è d’obbligo - visto che mancano le misure normative di dettaglio da parte del Governo - vediamo quali sono le possibilità di uscita delle lavoratrici nel 2019.
Al momento l’opzione può essere attivata solo dalle lavoratrici che hanno i seguenti requisiti:
● 57 anni di età se lavoratrici dipendenti o 58 anni di età se autonome
● 35 anni di contributi

