Pensioni quota 100, il Governo prova ad accelerare le assunzioni nei Comuni
di Gianni Trovati
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Il governo studia un meccanismo per permettere ai sindaci di anticipare a quest’anno almeno una parte delle assunzioni che si attiverebbero con il turn over 2020. Il tema potrebbe approdare come emendamento al decretone su reddito di cittadinanza e pensioni, al Senato o al secondo passaggio alla Camera perché le verifiche tecniche non sono semplici. Il problema da risolvere è creato proprio dal decretone. Con una delle sue due gambe, quota 100, rischia di svuotare in anticipo gli uffici di molte amministrazioni locali. Secondo i calcoli dell’Anci, l’uscita anticipata potrebbe riguardare fino a 50mila persone, cioè più di un dipendente comunale su dieci. Con l’altra gamba, il reddito di cittadinanza, il decretone riempie invece di nuovi compiti gli enti locali, chiamati alle verifiche a tappeto sui requisiti di residenza e all’avvio dei «progetti di utilità sociale» che impegneranno i titolari del reddito in attesa del lavoro. E il paradosso è servito.
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L’allarme è stato lanciato dal presidente dell’Associazione Antonio Decaro in audizione al Senato. E ha trovato ascolto alla Funzione pubblica. «Stiamo lavorando per accelerare le assunzioni», ha ribadito nei giorni scorsi il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, per «venire incontro alle richieste dell’Anci» ma anche per superare una «lentezza inaccettabile» nei meccanismi di reclutamento della macchina pubblica. Ma come?
I tecnici sono al lavoro appunto per quello che dovrebbe trasformarsi in un emendamento al decreto su reddito di cittadinanza e pensioni che ora entra nel vivo dell’esame a Palazzo Madama.
In teoria, aprire nel 2019 una parte degli spazi di turn over in calendario per l’anno prossimo non è troppo difficile.
