Quota 100 rischia di «svuotare» i Comuni. Verso 50mila uscite. Bongiorno: «Vi aiuteremo»
di Gianni Trovati
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Il «decretone» rischia di svuotare i Comuni con quota 100 proprio mentre li riempie di compiti per la gestione del reddito di cittadinanza. L'allarme arriva dal presidente dell'Anci Antonio Decaro, in audizione al Senato sul decreto dedicato a pensioni e reddito di cittadinanza. E riceve a stretto giro la risposta del ministro della Pa Giulia Bongiorno.
Vi aiuteremo, dice in pratica la titolare di Palazzo Vidoni, con un emendamento che permetta sostituzioni di personale più rapide dove c'è un'emergenza vera e propria negli organici.
Addio ai Comuni
Secondo i calcoli targati Anci, quota 100 potrebbe portare in anticipo all'uscita dall'ufficio fino a 50mila persone in 12-18 mesi, cioè più del 10% del personale oggi in forza ai Comuni. La spiegazione è semplice, e arriva dall'età media dei dipendenti comunali che ha ormai superato di slancio i 50 anni. La piramide delle età, come accade del resto in varie forme in tutta la pubblica amministrazione, è rovesciata ormai da tempo; i ritardi nei rinnovi contrattuali dopo il congelamento decennale delle buste paga limano la motivazione. E quota 100 può essere per molti l'occasione per salutare tutto questo e andare a riposo.
Piccoli e grandi
L'allarme è duplice: nei piccoli Comuni basta un'uscita prima del previsto per far saltare i piani di gestione del personale e moltiplicare i buchi più o meno rattoppati distribuendo interim su determinati settori a personale che si occupa d'altro. Nei Comuni grandi, invece, il quadro è peggiorato dal fatto che negli anni scorsi i limiti al turn over sono stati ancora più stretti, per cui l'organico più ampio non basta a rimediare ai compiti dei diversi uffici.
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L’ondata del reddito di cittadinanza
I problemi si moltiplicano con il reddito di cittadinanza, che mette i Comuni in prima fila in un sistema di controllo sugli aventi diritto ambizioso quanto di difficile realizzazione pratica. Il braccio di ferro Lega-M5S ha prodotto il parametro, di costituzionalità dubbia, che limita l'accesso al reddito di cittadinanza agli stranieri residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due devono essere continuativi. Il controllo su questo requisito spetta proprio ai Comuni, che dovrebbero dare il responso in cinque giorni. Una sfida praticamente impossibile, visto che solo 1.600 Comuni su 8mila si sono già allacciati all'Anagrafe nazionale della popolazione residente, per cui in tutti gli altri casi ogni ente deve fare da sé e ricostruire passo per passo la storia anagrafica del residente. Anche per questa ragione, il presidente dell'Anci Decaro chiede di alleggerire i controlli, prevedendo verifiche puntuali solo sugli ultimi due anni e a campione sugli altri otto.
