Sbagliando si impara

Perché immaginare il futuro può cambiare la nostra prospettiva

Immaginare il futuro a dieci anni di distanza può amplificare sogni e ambizioni, rendendo più aperti alle possibilità ed empatici

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Il futuro è un luogo particolarmente affascinante, se lo osserviamo dalla prospettiva di Jane McGonigal, futurista e game designer che fa cose uniche al mondo. La sua specializzazione sono giochi di simulazione di alternate reality, pensati per risolvere problemi nella vita reale e che possono arrivare a coinvolgere migliaia di partecipanti. Come riportato nel suo ultimo libro “Immagina”, nel 2010 era riuscita a prevedere tutti gli sviluppi di una pandemia come quella da Covid-19, con una precisione impressionante, compresi movimenti no-vax, infodemia e teorie del complotto.

A Stanford tiene uno dei corsi più seguiti di sempre sul Futures Thinking, che inizia con la domanda: “Quando inizia il tuo futuro?”

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Come lei stesso spiega, avremo sentito molte volte la frase: “Il futuro inizia adesso!”, che spopola nei corsi motivazionali: “Credici! Se lo vuoi il tuo futuro inizia ora, il tuo cambiamento è davanti te!”

Secondo McGonigal sono cavolate, e sono d’accordo. Quando inizia il tuo futuro dipende da chi sei e quali sono le tue condizioni e possibilità di vita. Ma al netto di ciò, la domanda andrebbe letta così: “Se definiamo il tuo futuro come un momento in cui molte cose della tua vita saranno diverse da oggi… tra quanto inizia quel futuro?”

Quando si avvicina Capodanno o il nuovo anno è passato da poco, si diverte anche a declinare la domanda nei propositi del nuovo… futuro e consiglia di lanciare dei buoni propositi da qui a dieci anni. Solitamente i suoi studenti ribattono:

• “Dieci anni? Troppo in là! Devo occuparmi di cose più urgenti!”

• “E poi, come faccio a pianificare qualcosa a dieci anni?”

È vero, propositi nel breve e medio termine sono necessari per la nostra quotidianità. Ma è altrettanto vero che se riusciamo ad allargare la nostra “spaziosità temporale” possiamo amplificare sogni e ambizioni, e fuor di retorica.

“Perché alla fine dell’anno o quando compiamo gli anni non provare una nuova tradizione?” Incalza lei: “Un programma decennale. Cosa potreste ottenere voi, o la vostra famiglia, o la vostra comunità, o la vostra azienda, avendo dieci anni per farlo? Quale sarebbe l’impatto di una nuova abitudine se la praticaste per dieci anni? Lasciate che la vostra mente giochi con possibilità più grandi.”

Diverse ricerche mostrano come immaginarci da qui a dieci anni ci offre capacità inaspettate: ci rende più aperti alle possibilità, più empatici, meno egoriferiti, più curiosi, ci sblocca dalla routine e placa le menti frenetiche.

Com’è possibile? Il punto è che quando facciamo viaggi mentali di dieci anni, il cervello tende a mutare prospettiva. Quando ci immaginiamo a fare qualcosa oggi, o domani, o tra qualche settimana, mese o anno tendiamo a immaginarci in prima persona, cioè dentro al nostro corpo.

Ma più proviamo a immaginarci in là nel tempo, ecco che tendiamo a uscire da noi stessi, osservandoci “da fuori”. Non siamo più il centro della realtà, con i limiti delle nostre convinzioni, non siamo più bloccati al nostro interno.

Ancora McGonigal: “Quando si pensa in terza persona, si sfugge al proprio ego e si ottiene una prospettiva più allargata”. Ed è vero, sia nel futuro che nel passato: provate a tornare indietro e immaginarvi più giovani, a dieci anni o più da oggi. Ecco perché dopo tanto tempo possiamo pensare a momenti emotivamente fortissimi e osservarli con più distacco, ma anche chiarezza.

Ma perché diventiamo più aperti? Perché creando distanza è più facile accettare convinzioni diverse: il cervello è meno preoccupato a filtrare le dissonanze cognitive.

E perché diventiamo più empatici? Perché riduciamo i nostri pregiudizi egocentrici: vediamo gli altri come vediamo noi. Vedendoci tra dieci anni, è meno probabile rimanere bloccati in vecchi modi pensare che non ci servono più: “È come aprire una finestra per prendere aria: una visione temporale di dieci anni apre la nostra mente alle idee fresche”.

E quindi, da dove iniziare? Prendete un calendario a lungo termine: magari un calendar digitale. Andate avanti da oggi a dieci anni. Inserite un evento speciale in calendario. Il vostro buon proposito decennale.

Immaginate. Di cosa si tratta? Cosa accadrà, e come accadrà? Dove vi sveglierete? Con chi sarete? Come sarete voi?

Buoni propositi nel cassetto a lungo termine a tutti voi. Mi sono appuntato il mio poco tempo fa. E devo dire che immaginata da qui a dieci anni la libertà di sognare, effettivamente, diventa molto più forte.

*Partner & Head of Communication Newton Group

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