Porsche al traguardo in Borsa. Meschke: «Varrà 100 miliardi entro il 2026»
Vw ha deciso di vendere le azioni a 82,50 euro ciascuna, valutando la società 75 miliardi di euro, la più grande offerta pubblica iniziale d’Europa degli ultimi dieci anni
di Alberto Annicchiarico
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Partenza a razzo, finale prudente ma comunque nettamente migliore del settore, con i maggiori costruttori in profondo rosso. In un quadro borsistico europeo molto debole per le tensioni geopolitiche e i venti di recessione il marchio sportivo tedesco Porsche ha esordito in Borsa a Francoforte dopo che la casa madre, il gruppo Volkswagen, ha fissato il prezzo di quotazione al limite superiore della forchetta. Vw ha deciso infatti di vendere le azioni a 82,50 euro ciascuna (il minimo era 76,50), valutando la società 75 miliardi di euro, la più grande offerta pubblica iniziale europea dal 2011 e dal ’96 in Germania (Telekom), con una raccolta che ha toccato quota 9,4 miliardi (da destinare per il 49% a un dividendo speciale e per il rimanente al programma di elettrificazione di Volkswagen). Gli ordini sono arrivati da 650 investitori ma solo la metà (40% Usa, 30% Regno Unito, 30% domanda domestica ed extraUe) sono rientrati nell’offerta e in 20 si sono aggiudicati il 75%. La valutazione è vicina a quella di Volkswagen (80 miliardi) ed è superiore a quella di rivali come Mercedes-Benz, Bmw o Ferrari. Advisor dell’operazione Mediobanca per Porsche e Lazard per Volkswagen.
Il prezzo di avvio è stato di 84 euro (+1,8%) per poi tornare al punto di partenza e rilanciarsi a oltre il 5% (valutazione 78,5 miliardi), a fronte del calo dell’indice principale della Borsa tedesca, il Dax (-20% negli ultimi sei mesi). In chiusura, sotto la pressione dei mercati, il prezzo è tornato identico a quello di collocamento: 82,5 euro.
Giorno storico, e adesso le batterie Vw
«Oggi è un giorno storico per Porsche», ha commentato Oliver Blume, ceo del gruppo Volkswagen dal 1 settembre e di Porsche dal 2015, in un’intervista a Bloomberg Television poco dopo il via agli scambi. «La prima reazione del mercato è molto positiva e questo mostra il potenziale della nostra azienda». E secondo il chief financial officer Lutz Meschke la valutazione del marchio, i cui prodotti saranno sempre più destinati a un pubblico di super ricchi (high net worth individuals) potrebbe salire a «oltre 100 miliardi entro il 2026». Per Arno Antlitz, chief financial officer del primo costruttore automobilistico europeo, «l’alto livello di domanda dimostra la fiducia degli investitori nel futuro di Porsche». Antlitz ha aggiunto che Volkswagen non esclude la già annunciata quotazione della divisione dedicata alle batterie per le auto elettriche, ora che l’Ipo Porsche è stata completata. Anche perché la crisi dei microchip pare estendersi al 2024 e l’intenzione è di ridurre per quanto possibile i tempi di attesa dei nuovi veicoli.
Mossa audace
La quotazione del produttore della celebre 911 e del modello elettrico (di successo) Taycan è una mossa audace, visto il crollo delle Ipo nell’anno, con le società che evitano di cercare nuove quotazioni a causa della crisi energetica europea, dell’aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione record. Le aziende hanno raccolto 44 miliardi di dollari di deal di Equity capital market nel 2022 fino al 27 settembre, di cui soltanto 4,5 miliardi da Ipo, secondo i dati Refinitiv; un calo dell'83% dei proventi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, secondo i dati di Bloomberg. Già da domani Porsche dovrà affrontare un nuovo test sui mercati.
Auto elettriche e carbon-neutrality
Porsche punta a ricavi fino a 39 miliardi di euro quest’anno e un ritorno sulle vendite fino al 18%, in aumento di due punti percentuali rispetto allo scorso anno, ha affermato la società a luglio. In sede di collocamento delle azioni ha indicato che intende puntare su prodotti e servizi di lusso, oltre che sulle auto a batteria. Nel 2030 si è posta come obiettivo quello di raggiungere l’80% di percentuale di vetture elettriche sul totale del venduto (145.860mila unità nei primi sei mesi, -5% rispetto al medesimo periodo del 2021). L’azienda sta anche lavorando per raggiungere la carbon-neutrality della catena di produzione nel 2030.


