Prevenzione, le 5 lettere per salvare il rene
Come riconoscere la malattia renale cronica che difficilmente dà segni e sintomi clinici chiari fino a quando il danno è avanzato
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Apcde. Tenete presente questa sigla, se volte proteggere i reni e cogliere presto i primi segnali di sofferenza di questi organi basilari per il benessere. Il significato dell’acronimo è semplice. La A sta per la valutazione dell’albumina nelle urine, la P per il controllo regolare della pressione arteriosa. Per la C, sono due i parametri da considerare, ovvero i valori di colesterolo (con particolare attenzione all’Ldl) e creatinina. Passando a D ed E, le lettere indicano la necessità di monitorare la glicemia (e quindi un eventuale diabete) e la velocità di filtrazione glomerulare stimata o eGfr.
A rilanciare l’importanza di questa sorta di “check-up” dedicato, segnalando anche la necessità di controlli di approfondimento ulteriore in base alle indicazioni del medico, sono gli esperti della Fondazione Italiana del rene (Fir) e della Società Italiana di nefrologia (Sin) in occasione della Giornata mondiale del rene, in programma il 13 marzo. Nell’occasione, sono previste molte iniziative di screening gratuite e di sensibilizzazione.
L’obiettivo è semplice. Occorre impegnarsi tutti per arrivare presto per riconoscere e fronteggiare la malattia renale cronica, che sta diventando una vera e propria epidemia non infettiva anche perché questi organi, pur soffrendo, difficilmente danno segni e sintomi clinici chiari fino a quando il danno è avanzato. La patologia appare in costante aumento per il trend demografico che vede crescere in Italia l’età media della popolazione ma non solo. I dismetabolismi, in particolare sovrappeso e obesità, rappresentano un fattore che mette a rischio anche i reni, così come i mutamenti climatici tendono a ripercuotersi sul benessere di questi reni.
Le cifre sono chiare: i nuovi casi di dialisi sono aumentati del 43% negli ultimi 30 anni ed è cresciuta del 41% la mortalità legata alla malattia renale cronica. Le stime dicono che nel 2040 sarà la quinta causa di morte nel mondo.
L’importanza della diagnosi precoce
La malattia renale cronica, che un tempo si definiva insufficienza renale, viene spesso diagnosticata tardivamente, quando è già in stadio avanzato. Ed è purtroppo molto diffusa. «In Italia e nel mondo, circa il 10% della popolazione adulta è affetta da questa condizione – spiega Massimo Morosetti, presidente della Fondazione italiana del rene e direttore del Reparto di Nefrologia e dialisi presso l’Ospedale Grassi di Roma -. Purtroppo la maggior parte delle persone non ne è consapevole. Si può perdere fino al 60-80% della funzionalità renale prima che si manifesti qualsiasi sintomo, momento in cui l’efficacia terapeutica si riduce notevolmente e la terapia sostitutiva diventa sempre più probabile».

