Gestione Aziendale

Procurement, un’agenda per il 2024

Temi e settori da presidiare per il successo aziendale nel nuovo anno (e non solo)

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In generale potremmo dire che il successo di un’organizzazione di Procurement è dato dalla capacità di portare valore al business. Ovvero: efficienza sulla bottom line, affidabilità e continuità dei prodotti e dei servizi procurati, innovazione attraverso la filiera e, quindi, efficacia sui ricavi e sul posizionamento competitivo.

Per creare valore per l’Azienda e per consolidare il posizionamento della funzione all’interno dell’organizzazione, il CPO (Chief Procurement Officer) si dovrà concentrare su un’agenda di attività che contempli di:

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- sviluppare la relazione strategica con i partner,

- garantire la sostenibilità della propria filiera,

- gestire attivamente i rischi delle forniture,

- misurare le performance,

-introdurre e fare leva sulle nuove tecnologie digitali,

- attrarre e sviluppare i talenti.

Apriamo le pagine dell’agenda:

Sviluppare la relazione strategica con i partner

La sfida è quella di estrarre valore dalla relazione con la propria rete di fornitori. Questo significa superare il paradigma della ottimizzazione dei costi attraverso la negoziazione su più tavoli e focalizzarsi invece su partnership, accordi win-win, joint engineering, joint cost reduction, revenue sharing, coinvolgimento anticipato dei vendor già in fase di sviluppo e design.

Un CPO con capacità commerciali e conoscenza del settore industriale risulta credibile nel coinvolgere i partner e contribuire alle decisioni strategiche aziendali. In generale una esperienza multifunzionale che comprenda Operations, Supply Chain, Marketing e Vendite rende un CPO capace di avere una visione piu ampia delle finalità, delle interrelazioni e degli impatti che i Partner della Supply Base hanno nel business aziendale. Un background variegato in termini di settori industriali gli consente, invece, di portare ed adattare le best practice allo specifico contesto.

Gestire i rischi delle forniture (e garantire la continuità del business)

Mantenere aggiornate e accessibili in tempo reale le informazioni sulla base fornitori è una routine delle best practice: dalla puntualità e qualità alla solidita economica-finanziaria, dalla compliance della catena degli shareholder a quella dei parametri ESG.

Ma questo non è sufficiente. Gli elementi di incertezza e le sfide sono molti e variegati: le dinamiche geopolitiche, i conflitti, le frizioni commerciali e sui dazi, disponibilità e prezzi delle materie prime, fenomeni naturali come alluvioni e terremoti, che possono mettere a rischio il funzionamento di fabbriche e cantieri ed interrompere vie di trasporto per giorni o settimane. Una più strutturata gestione del rischio passa attraverso una capacità incrementata di monitorare tutti i parametri ed i fattori di rischio della rete di fornitura e dei canali logistici globali. Questo consente piani di mitigazione (ad esempio: rivisitazione delle strategie di category, sviluppo di fornitori alternativi, scelte di make vs buy, nearshoring di forniture, ...) e rende la risposta ancora più pronta perché non episodica ma sistematica e supportata da informazioni.

Misurare le performance

Stabilire la correlazione tra i saving portati dal Procurement e le business performance dell’Azienda è il modo più corretto ed efficace per costruire la credibilità della funzione. Le best practice usano una varietà di metriche, come la percentuale della spesa controllata, i saving per risorsa, i saving sul costo della funzione, i giorni medi di pagamento, i livelli medi di scorta, e così via. Quando le performance degli Acquisti sono misurate e comunicate attraverso l’organizzazione, cresce la consapevolezza del contributo e del ruolo della funzione. Come disse Sam Walsh, CEO di Rio Tinto, con un background negli Approvvigionamenti, «rivedere le performance del procurement in un’ottica di valore portato al business, fa sì che l’intera struttura aziendale sia interessata e contribuisca al successo del Procurement».

Introdurre e fare leva sulle nuove tecnologie digitali

Questo si traduce, da un lato, nell’adottare la tecnologia per rendere più efficienti e integrati i processi gestionali interfunzionali, e, dall’altra, utilizzare l’innovazione digitale per lavorare in modi nuovi, così da incrementare efficacia e contributo portati al business.

E’ necessario avere un quadro chiaro delle esigenze di digitalizzazione: esiste un’ampia gamma di soluzioni e tecnologie digitali che possono aggiungere valore lungo tutta la value chain degli approvvigionamenti, dal sourcing strategico ai processi transazionali. Essenziale per l’approvvigionamento strategico è avere conoscenza della spesa e del mercato dell’offerta, una rete di fornitori connessa e una gestione delle relazioni. Per le operazioni transazionali, vitali ma ripetitive, la digitalizzazione dovrebbe concentrarsi sull’automazione dei processi e sulla garanzia della conformità per migliorare produttività, ridurre errori, e, in definitiva, ridurre costi di servizio.

Attrarre e sviluppare i talenti

Tanto piu il ruolo diventa strategico, con prospettive di medio lungo periodo, integrato trasversalmente nell’organizzazione e coinvolto nella strategia del business, tanto più la professionalità delle risorse diventa fattore critico di successo. Per non parlare delle nuovi competenze rese necessarie dall’adozione delle nuove tecnologie digitali. Pertanto la capacità di attrarre, trattenere e sviluppare i migliori talenti è un compito vitale cui il CPO è chiamato.

I migliori CPO oggi dedicano tempo e impegno nella selezione delle risorse del Procurement con una attenzione specifica sui candidati destinati ad occupare in futuro la propria posizione. D’altra parte, le linee di sviluppo di un professionista del procurement sono oggi assai più variegate che in passato e varcano i confini funzionali.

Sviluppare specialisti e trattenere gli High Performer è critico per incorporare un distintivo capitale intellettuale di know how ed expertise. Infine tutte le risorse devono venire coinvolte in programmi mirati di formazione e sviluppo per assicurare la giusta combinazione di capacità ed esperienza.

* Senior Executive Advisor - NTTData

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