Quota 100, Inps: molti candidati alla pensione sono disoccupati, soprattutto al Sud
di Alessia Tripodi
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Oltre 18mila domande di pensionamento anticipato con quota 100, il 40% dalle regioni del Sud. E molte domande da «persone non occupate, circostanza che dovrebbe far riflettere circa l’idea che il pensionamento liberi posti di lavoro per i giovani». L’avvertimento arriva da Tito Boeri, presidente dell’Inps, durante l’audizione in commissione Lavoro al Senato su pensioni e reddito di cittadinanza così come disegnate dal “decretone” del governo. Secondo il numero uno Inps sono «rilevanti» «gli effetti di scoraggiamento al lavoro» del reddito di cittadinanza, una misura che, secondo Boeri, dovrebbe riguardare 2,4 milioni di persone.
Quota 100 pesa su debito Inps da 38 a 90 miliardi
Boeri riferisce che 4 domande di pensionamento anticipato su 10 provengono da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e che un terzo del totale delle domande arriva da dipendenti pubblici. Secondo la stima dell’Inps, il grosso del costo di quota 100 «graverà comunque sulle generazioni future»: se la misura resterà sperimentale per tre anni (e fino al 2026 per la pensione anticipata) - ha spiegato Boeri - aumenterà il debito implicito di 38 miliardi. Se queste misure diventassero strutturali l’aumento del debito implicito lieviterebbe a oltre 90 miliardi.
Pensioni, 1 milione di buste arancioni a marzo
Ai potenziali interessati a quota 100, l’Inps dovrebbe inviare a marzo un milione di buste arancioni per incoraggiare ad acquisire l'identità digitale e utilizzare interattivamente il programma «la mia pensione futura» sul sito . Boeri si dice contrario alla riduzione della spesa per la posta massiva (necessaria a inviare le buste) per retribuire i consiglieri di amministrazione quando saranno nominati. Le risorse per remunerare i membri del Cda, dice, possono essere coperte dai risparmi sulle spese di funzionamento dell'Istituto.
Reddito, Boeri: platea da 2,4 milioni di persone. Tridico: sono 4,9 milioni
Secondo le stime Inps riportate da Boeri, la platea del reddito di cittadinanza sarà di 1,2 milioni di nuclei familiari per 2,4 milioni di persone. Il 50% dei nuclei sarebbero senza redditi e comunque senza redditi da lavoro «tra i quali, sottolinea Boeri, si celano anche gli evasori e i sommersi totali». Oltre la metà dei nuclei, secondo i numeri, sarebbe costituito da single (644mila). Cifre contestate dal consulente di Di Maio, Pasquale Tridico, secondo il quale la platea dei beneficiari «così come scritto nella relazione tecnica bollinata dalla Ragionerias- scrive in una nota - riguarda una stima di adesioni all'85% per circa 1,3 milioni di famiglie (e circa 4 milioni di persone). La stima dei nuclei potenziali è invece di circa 1,7 milioni per 4,9 milioni di cittadini». « Le stime dell'Inps, al netto di quelli sulla pensione di cittadinanza - aggiunge Tridico - si basano su un database meno affidabile» di quello del «Ministero del lavoro,
usato e testato anche in passato».
