Riduzione delle aliquote Irpef e taglio del cuneo: ecco il piano del Governo per il 2025
Il Governo prende tempo e definirà solo a settembre se e dove intervenire con la prossima legge di Bilancio
di Dino Pesole
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I punti chiave
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Nel Def appena approvato non è inserito il quadro programmatico. In sostanza il Governo prende tempo e definirà solo a settembre se e dove intervenire con la prossima legge di Bilancio, partendo però da un punto fermo ribadito dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti : il taglio del cuneo contributivo sarà replicato anche nel 2025. Dove reperire le risorse anche per confermare l’altra misura portante della manovra 2024, vale a dire l’Irpef a tre aliquote?
Per la decontribuzione servono altri 10 miliardi
Per il ministro Giorgetti la misura che prevede il taglio del 7% dei contributi previdenziali per i redditi fino a 25 mila euro, e del 6% per i redditi fino a 35 mila euro, finanziata per un solo anno (peraltro in deficit) è il «vero obiettivo che ci poniamo quando andremo a definire il Programma strutturale».
Dunque entro il 20 settembre, quando il Governo (una volta ricevuta in giugno la cosiddetta “traiettoria tecnica”) presenterà a Bruxelles il piano pluriennale di spesa in ossequio alle nuove regole di bilancio europee, dovrà indicare dove reperire i 10 miliardi che serviranno a finanziare la misura così da inserirla in legge di Bilancio.
Il mix di interventi
I margini sono alquanto ristretti e al momento si può ipotizzare un mix di interventi. Da un lato, i margini di flessibilità che sarà possibile spuntare in sede di trattativa con la Commissione europea.
Se verrà meno in procedura di infrazione per disavanzo eccessivo l’obbligo di ridurre di almeno l’1% il debito, il negoziato verterà sull’entità dello “sconto” che sarà possibile ottenere rispetto al richiesto taglio dello 0,5% del deficit strutturale.

