Primo Piano

Riforma fiscale verso l’extra time: attuato il 50% dei regolamenti

Con gli ultimi provvedimenti delle Entrate sui servizi digitali varati 44 atti di secondo livello sui 91 richiesti. Cooperative compliance all’80 per cento. I decreti legislativi in arrivo richiederanno però altri passaggi

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A 15 mesi dal primo decreto delegato della riforma fiscale, l’attuazione dei regolamenti di secondo livello si avvicina al 50 per cento. Per la precisione, è al 48,3%: cioè 44 su 91 atti di rango amministrativo (tra ministeri e agenzie fiscali) richiesti dai decreti legislativi finora pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

IL TOTALE

I provvedimenti di secondo livello richiesti dai decreti delegati pubblicati finora in Gazzetta Ufficiale

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Cosa ci racconta questo numero? Da metà dicembre 2024 sono stati emanati 12 provvedimenti. Praticamente uno ogni nove giorni. Lo sforzo della macchina amministrativa è evidente, dunque. Al tempo stesso è chiaro che la completa messa a punto dei provvedimenti di secondo livello andrà ben oltre il termine per l’adozione dei decreti legislativi, che oggi è fissato al prossimo 29 agosto, ma che il Governo è intenzionato a prolungare di quattro mesi con un disegno di legge già annunciato (e atteso al vaglio del Consiglio dei ministri nei prossimi giorni).

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Del resto, oltre ai 14 decreti legislativi già approdati in Gazzetta, ce ne sono altri ormai in rampa di lancio, che aumenteranno il carico di lavoro sugli uffici ministeriali e delle agenzie. Lo scorso 13 marzo ha avuto l’ok definitivo il decreto delegato sulle accise, la cui pubblicazione avverrà a breve. Lo stesso giorno il Governo ha approvato lo schema di decreto correttivo-bis che rivede il concordato fiscale e altri aspetti della riforma, che ora deve iniziare il giro delle commissioni parlamentari. E sono quasi pronti per il via libera preliminare anche gli schemi sui tributi locali e l’Iva (la decisione in Consiglio dei ministri – inizialmente ipotizzata per la scorsa settimana – è slittata di qualche giorno).

I recenti provvedimenti

Negli ultimi mesi l’attuazione di secondo livello si è concentrata sulla global minimum tax, con tre decreti ministeriali pubblicati alla fine di dicembre e a febbraio. Attuazione che si intreccia peraltro con una delicata partita internazionale, ora che il prelievo globale sulle società è stato sconfessato dall’amministrazione Usa guidata da Donald Trump.

Alcuni degli altri provvedimenti si sono concentrati sulla cooperative compliance, l’adempimento collaborativo: una modalità di “dialogo” tra imprese e amministrazione su cui sembrano puntare molto sia il Governo sia l’agenzia delle Entrate guidata da Vincenzo Carbone. Forse non a caso il Dlgs 221/2023 è quello con la percentuale di attuazione più alta – l’80% – almeno contando il numero di atti richiesti.

Nelle ultime settimane sono arrivati anche due provvedimenti delle Entrate sul rafforzamento dei servizi digitali previsto dal Dlgs 1/2024 (consultazione dei registri catastali e domande di voltura). E altri tre provvedimenti derivanti dalle disposizioni del Dlgs 139/2024 sulle imposte indirette: dalla denuncia di successione con il meccanismo dell’autoliquidazione alla registrazione telematica degli atti societari, fino alla consultazione gratuita online dei fogli di mappa catastale. Sono tutti interventi che confermano due tendenze già emerse nel primo anno di lavoro degli uffici. Da un lato, la delega offre l’occasione di dare un’altra spinta al digitale nei rapporti tra fisco e contribuenti. Dall’altro, gli atti sviluppati internamente all’Agenzia si confermano più rapidi da mettere a punto rispetto ai decreti ministeriali, che spesso richiedono il concerto con altri dicasteri, Ordini professionali o Autorità di vigilanza. È un’impressione confermata dai numeri: se guardiamo allo stato di avanzamento, le agenzie fiscali (incluse le Dogane) superano il 56%, con 23 provvedimenti su 41; il ministero dell’Economia si ferma al 42%, con 21 decreti su 50.In cerca di copertureTra i decreti ministeriali da varare ce ne sono alcuni che non hanno scadenza, come quello che dovrà riscrivere le regole della consulenza giuridica. Altri sono molto attesi dai contribuenti. Altri ancora in fase di elaborazione più o meno avanzata (in materia di giochi o sull’affrancamento delle riserve). Di certo il fatto che finora i decreti delegati si siano concentrati su norme procedurali, riguardanti i rapporti tra il fisco e i contribuenti, così come gli adempimenti o la riscossione, rende necessaria una mole imponente di provvedimenti di secondo livello. Decreti delegati che toccano le imposte, le aliquote e i soggetti sono senz’altro più difficili da varare, ma a livello applicativo spesso sono più lineari, come dimostra (guardando fuori dalla delega) l’esperienza dell’abolizione dell’Irap per i soggetti individuali. Lì la difficoltà non è tanto scrivere la norma o attuarla, ma trovare le coperture.

LE SINGOLE MISURE

I provvedimenti di secondo livello richiesti dai decreti approvati finora in via definitiva dal Governo. Non sono stati considerati il Dlgs correttivo e il ravvedimento speciale

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