Verso il Cosiglio dei ministri

Riforma della giustizia, torna l’inappellabilità del pm

Nel disegno di legge al Consiglio dei ministri di giovedì 15 giugno più spazio alla difesa per contestare il carcere preventivo e avviso di garanzia irrobustito

Carcere preventivo, numeri in calo e poi arriva la condanna

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Torna l'inappellabilità del pubblico ministero. Questa la principale novità dell'ultima ora inserita nel disegno di legge con il primo pacchetto di interventi di riforma della giustizia che giovedì 15 giugno sarà all'esame del consiglio dei ministri. E leggere questa misura, che fa rivivere la legge Pecorella, tra le più contestate fra quelle introdotte dai governi a guida Berlusconi, nelle ore delle esequie del leader di Forza Italia, è più di una suggestione. Ora la misura che il ministro della Giustizia Carlo Nordio intende applicare punta ad aggirare i rilievi che la Corte Costituzionale mosse alla legge Pecorella dichiarandone l'illegittimità stabilendo invece un'applicazione meno generalizzata e quindi circoscritta alle assoluzioni, che diventeranno non più impugnabili, per reati di limitata gravità.

Soppresso l’abuso d’ufficio

Nel testo del disegno di legge trova poi posto la soppressione dell'abuso d'ufficio, sulla scia delle proteste degli amministratori pubblici, ma soprattutto del limitatissimo numero di condanne a fronte dei processi avviati. A venire meglio circostanziato, siamo sempre nel contesto dei reati contro la pubblica amministrazione, è poi il traffico d'influenze che sarà limitato ai casi di maggiore gravità.

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Intercettazioni più riservate

Cruciale l'intervento sulle intercettazioni, rivedendo i casi in cui diventa pubblicabile il contenuto delle conversazioni e alzando la soglia di attenzione del pubblico ministero nella trascrizione delle comunicazioni quando interessano soggetti diversi dalle parti.

Carcere preventivo rivisto

Altro fronte toccato dal disegno di legge è quello delle misure cautelari personali (carcere preventivo e arresti domiciliari in primo luogo) dove viene anticipato il contraddittorio, con l'intervento quindi della difesa, in tutti i casi nei quali è superfluo per le forze investigative che l'intervento sia “a sorpresa”. Aumentati poi i casi di nullità della misura cautelare, prevedendola quando, per esempio, non sono stati presi in considerazione espressamente gli elementi esposti dall'indagato nel corso dell'interrogatorio. Per la sola ordinanza di custodia cautelare in carcere, la misura più grave, è poi stabilita la necessità di decisione collegiale, accompagnando la novità con l'aumento di organico della magistratura (250 toghe in più).

Avviso di garanzia irrobustito

Infine, l'avviso di garanzia. Per il quale la riforma esclude il ricorso alla polizia giudiziaria quando non necessario, evitando così forme di inutile pubblicità e ne irrobustisce i contenuti con una sommaria descrizione del fatto contestato, in maniera tale da rendere possibile un abbozzo di difesa sin da questa primissima comunicazione alla persona indagata.

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