Telefisco 2025: riforma Irpef, meno tasse a chi dichiara da 28mila a 60mila euro
A Telefisco l’annuncio del viceministro dell’Economia Maurizio Leo: dal recupero dell’evasione le risorse per ridurre il prelievo ai contribuenti del ceto medio
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Individuare un “parte strutturale” di recupero dell’evasione per ridurre le tasse al ceto medio. Cioè per «andare incontro alla fascia di contribuenti con redditi da 28 a 50mila euro e se possibile fino a 60mila». Lo ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, nel suo intervento a Telefisco 2025.
Come arrivare a questo nuovo taglio dell’Irpef? «Il problema sono le risorse - spiega Leo -. Stiamo lavorando con l’agenzia delle Entrate e la Ragioneria perché tutti gli interventi devono essere fatti in modo prudente per rispettare la nuova governance europea. Stiamo producendo risultati significativi nella lotta all’evasione, ci sono stati recuperi per 32,7 miliardi e c’è un trend di crescita, bisognerà individuare la parte strutturale che può essere messa al servizio dell’intervento per il ceto medio. Poi ci sono possibili interventi legati all’incremento dell’occupazione che genererà flussi di imposte importanti».
In scia alla riforma
L’intervento seguirà quelli a cui abbiamo già assistito con la partenza della riforma fiscale, a partire dalla riduzione delle aliquote Irpef (passate da quattro a tre). Ma la stessa riforma avrà bisogno di ulteriori correttivi. In particolare su autotutela, soglia Iva per il reato di contrabbando e conciliazione in Cassazione.
«Abbiamo fatto 14 decreti legislativi già in Gazzetta ufficiale, abbiamo tre Testi unici e in rampa di lancio due provvedimenti: uno sulle accise, da approvare in via definitiva in Consiglio dei ministri, e il testo unico sulla riscossione da approvare in tempi rapidi», ha ricordato Leo.
Sarà necessario fare una rassegna dei vari decreti legislativi già in vigore. Una rassegna che avrà tre focus particolari: «Il primo sullo statuto del contribuente per ampliare l’ambito di applicazione della autotutela obbligatoria; il secondo riguarda la questione delicata che tocca le dogane, l’Iva e il reato di contrabbando, per elevare la soglia molto bassa di 10mila euro; il terzo intervento sarà sul contenzioso», per fare in modo che anche i ricorsi pendenti «rientrino nell’ambito dell’applicazione della conciliazione».



