Telefisco 2025

Telefisco 2025: riforma Irpef, meno tasse a chi dichiara da 28mila a 60mila euro

A Telefisco l’annuncio del viceministro dell’Economia Maurizio Leo: dal recupero dell’evasione le risorse per ridurre il prelievo ai contribuenti del ceto medio

di Dario Aquaro e Giuseppe Latour

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Individuare un “parte strutturale” di recupero dell’evasione per ridurre le tasse al ceto medio. Cioè per «andare incontro alla fascia di contribuenti con redditi da 28 a 50mila euro e se possibile fino a 60mila». Lo ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, nel suo intervento a Telefisco 2025.

Come arrivare a questo nuovo taglio dell’Irpef? «Il problema sono le risorse - spiega Leo -. Stiamo lavorando con l’agenzia delle Entrate e la Ragioneria perché tutti gli interventi devono essere fatti in modo prudente per rispettare la nuova governance europea. Stiamo producendo risultati significativi nella lotta all’evasione, ci sono stati recuperi per 32,7 miliardi e c’è un trend di crescita, bisognerà individuare la parte strutturale che può essere messa al servizio dell’intervento per il ceto medio. Poi ci sono possibili interventi legati all’incremento dell’occupazione che genererà flussi di imposte importanti».

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In scia alla riforma

L’intervento seguirà quelli a cui abbiamo già assistito con la partenza della riforma fiscale, a partire dalla riduzione delle aliquote Irpef (passate da quattro a tre). Ma la stessa riforma avrà bisogno di ulteriori correttivi. In particolare su autotutela, soglia Iva per il reato di contrabbando e conciliazione in Cassazione.

«Abbiamo fatto 14 decreti legislativi già in Gazzetta ufficiale, abbiamo tre Testi unici e in rampa di lancio due provvedimenti: uno sulle accise, da approvare in via definitiva in Consiglio dei ministri, e il testo unico sulla riscossione da approvare in tempi rapidi», ha ricordato Leo.

Sarà necessario fare una rassegna dei vari decreti legislativi già in vigore. Una rassegna che avrà tre focus particolari: «Il primo sullo statuto del contribuente per ampliare l’ambito di applicazione della autotutela obbligatoria; il secondo riguarda la questione delicata che tocca le dogane, l’Iva e il reato di contrabbando, per elevare la soglia molto bassa di 10mila euro; il terzo intervento sarà sul contenzioso», per fare in modo che anche i ricorsi pendenti «rientrino nell’ambito dell’applicazione della conciliazione».

Irpef, Leo: puntiamo a intervento per il ceto medio ma prudenza sui conti

Tra web e global tax

Altro capitolo, quello che riguarda web tax e global minimum tax, ora esplicitamente osteggiate dal nuovo presidente Usa, Donald Trump. «La web tax non è solo italiana», ha spiegato il viceministro. «Anche Austria, Spagna, Francia e Regno Unito hanno adottato questa misura. Sono convinto che attraverso un dialogo dell’Ue con l’amministrazione Trump si possa arrivare a una soluzione equilibrata». Discorso simile sulla global minimum tax, sulla quale serve una soluzione di equilibrio. «Viene applicata dal 2024 – ha detto Leo – e non nascondo le difficoltà applicative di questa normativa». Nella manovra sulla web tax è stato abolito il requisito di produrre almeno 5 milioni di fatturato in Italia, lasciando soltanto il limite minimo di 750 milioni di euro di fatturato.

Il nodo riscossione

Sulla riscossione Leo ha parlato di un’operazione verità che sarà affidata a una commissione. «Il vero problema sono i 1.275 miliardi di magazzino della riscossione che a fine gennaio aumenterà sicuramente. Dobbiamo fare un’operazione verità e per questo abbiamo incaricato una commissione, anche con l’agenzia delle Entrate, per capire esattamente quanti carichi possono essere abbandonati, quanti gestiti in modo differente e quanti possono dare corso a rottamazioni. Quindi ci atterremo alle conclusioni della commissione».

Nella riforma fiscale, su questo tema, ci sarà un intervento sulla riscossione. Con la rateizzazione «siamo venuti incontro alle esigenze dei contribuenti e per importi sotto i 120mila euro si può ora rateizzare in 84 rate per il 2025 e 2026; l’obiettivo è arrivare poi fino a 120 rate».

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