Roma chiude il buco Tari: scoperti 318mila tra evasori totali e morosi
Nel 2024 il Campidoglio ha incassato 642,8 milioni, il 53% in più rispetto a tre anni prima e ora avvia il taglio della tariffa. Aggiornate 500mila utenze nei database, un milione di avvisi su AppIo
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Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Ma se in gioco ci sono le tasse, le regole del Galateo a un certo punto devono cedere il passo a quelle fiscali. Che prevedono accertamenti, e riscossioni anche con mezzi coercitivi: a patto di essere in grado di fare entrambi.
Nella sua lotta all’evasione della tariffa rifiuti il Comune di Roma Capitale ha utilizzato per intero il mix di buone maniere e maniere forti. E i risultati cominciano a farsi vedere in modo consistente nei dati di bilancio: prospettando, se ne dovrebbe avere conferma a breve, anche una riduzione della tariffa.
I calcoli sono in corso, in vista della Giunta capitolina che domani dovrebbe approvare lo schema di delibera; l’ipotesi è di un taglio medio intorno al 2% quest’anno per riassorbire il ritocco deciso 12 mesi fa, e poi più profondo se i numeri continueranno ad alimentare questa prospettiva.
Le cifre dell’emersione
Perché nei bilanci i numeri comandano. E quelli messi in fila dalla serie storica dei conti ufficiali di Roma mostrano a un tempo la gravità della condizione iniziale, e la profondità della cura.
Qualche cifra, allora: nel 2021 il Campidoglio alla voce incassi da tariffa rifiuti registrava 419,5 milioni, mentre il 2024 si è chiuso a quota 642,8 milioni, il 53% in più rispetto a tre anni prima. L’impennata non si spiega con una corsa delle tariffe, che hanno invece ovviamente vissuto dinamiche assai più tranquille.


