Europa

Romania: fermato Georgescu, candidato filorusso alla presidenza. Trovati soldi e armi nel suo entourage

 Calin Georgescu EPA/ROBERT GHEMENT

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Un altro colpo di scena a Bucarest. L’esponente politico filorusso e anti Nato, Calin Georgescu, che lo scorso novembre ha vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali rumene, poi annullate dalla Corte costituzionale, è stato arrestato ieri dalla polizia di Bucarest. Georgescu che è uno dei candidati favoriti alle nuove presidenziali previste per il 4 maggio, è stato poi interrogato dagli inquirenti: le accuse mosse a Georgescu e ai suoi collaboratori, relative al voto di novembre, sono di «azioni contro l’ordine costituzionale e falso nelle dichiarazioni riguardanti il finanziamento della campagna elettorale». La polizia ha effettuato numerose perquisizioni a Bucarest.

Il canale di notizie rumeno Digi24 spiega che, in concomitanza con il mandato d’arresto nei suoi confronti, sono stati perquisiti i locali dei suoi più stretti collaboratori e delle guardie del corpo dello stesso Georgescu.

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Una decisione che divide la Romania, tra chi accoglie la decisione con sollievo e chi accusa la Ue di agire, in modo complottista, a sfavore della libertà dei rumeni.

Un post dell’account Facebook di Georgescu dice: «Calin Georgescu stava per presentare la sua nuova candidatura per la presidenza. E’ stato fermato per essere interrogato presso l’ufficio del Procuratore generale! Dov’è la democrazia, dove sono i partner che devono difendere la democrazia?»

Romania, manifestazione a Bucarest a sostegno del leader di estrema destra Calin Georgescu

I procuratori sospettano che almeno 27 persone abbiano agito contro l’ordine costituzionale della Romania e potrebbero essere considerate responsabili di “istigazione pubblica, avvio di un’organizzazione fascista e false dichiarazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale”. Nessuno ha però mai nominato direttamente Georgescu o i suoi collaboratori.

La Romania è precipitata nel caos politico alla fine dell’anno scorso, quando Georgescu avrebbe dovuto affrontare la riformista Elena Lasconi al ballottaggio. Il premier romeno Marcel Ciolacu - leader del partito socialdemocratico, filoeuropeo – si è piazzato terzo e quindi escluso dal ballottaggio. La Corte costituzionale ha annullato il voto a seguito di una presunta operazione russa per influenzare il risultato.

Il ruolo di TikTok sarebbe stato determinante nella scelta di annullare le elezioni. Le agenzie di intelligence avrebbero scoperto una campagna su TikTok in favore di Georgescu, coordinata da un gruppo Telegram, decollata due settimane prima del voto e attribuita possibilmente ad “attori non statali”, vale a dire la Russia, e messa in opera da “una società di marketing digitale molto efficace”. Una campagna basata sul sostegno di influencer a pagamento, reclutati da aziende intermediarie con l’obiettivo di promuovere un “candidato ideale” in cambio di 80 euro a post per ogni “pacchetto” di 20mila follower garantiti.

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