Romania: fermato Georgescu, candidato filorusso alla presidenza. Trovati soldi e armi nel suo entourage
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Un altro colpo di scena a Bucarest. L’esponente politico filorusso e anti Nato, Calin Georgescu, che lo scorso novembre ha vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali rumene, poi annullate dalla Corte costituzionale, è stato arrestato ieri dalla polizia di Bucarest. Georgescu che è uno dei candidati favoriti alle nuove presidenziali previste per il 4 maggio, è stato poi interrogato dagli inquirenti: le accuse mosse a Georgescu e ai suoi collaboratori, relative al voto di novembre, sono di «azioni contro l’ordine costituzionale e falso nelle dichiarazioni riguardanti il finanziamento della campagna elettorale». La polizia ha effettuato numerose perquisizioni a Bucarest.
Il canale di notizie rumeno Digi24 spiega che, in concomitanza con il mandato d’arresto nei suoi confronti, sono stati perquisiti i locali dei suoi più stretti collaboratori e delle guardie del corpo dello stesso Georgescu.
Una decisione che divide la Romania, tra chi accoglie la decisione con sollievo e chi accusa la Ue di agire, in modo complottista, a sfavore della libertà dei rumeni.
Un post dell’account Facebook di Georgescu dice: «Calin Georgescu stava per presentare la sua nuova candidatura per la presidenza. E’ stato fermato per essere interrogato presso l’ufficio del Procuratore generale! Dov’è la democrazia, dove sono i partner che devono difendere la democrazia?»
I procuratori sospettano che almeno 27 persone abbiano agito contro l’ordine costituzionale della Romania e potrebbero essere considerate responsabili di “istigazione pubblica, avvio di un’organizzazione fascista e false dichiarazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale”. Nessuno ha però mai nominato direttamente Georgescu o i suoi collaboratori.

