Salari, in Italia nel 2023 premio paternità del 4,7% in busta paga
L’aumento della remunerazione per i padri potrebbe derivare dal fatto che cresce l’impegno lavorativo degli uomini per straordinari o trasferte
di Luissa Rosti
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Gli uomini che diventano padri guadagnano di più. I papà vedono il loro reddito aumentare rispetto a quello dei loro colleghi senza figli. Questa differenza è evidente fin dall’inizio del percorso di carriera, osservando la retribuzione dei laureati cinque anni dopo il conseguimento del titolo.
Nel 2023 la retribuzione media mensile netta dei laureati maschi è risultata mediamente pari a 1.872 euro, ma sale a 1.956 euro per i laureati con figli e scende a 1.868 euro per i laureati senza figli. Similmente, nel 2022, per l’insieme dei laureati di genere maschile la retribuzione media di 1.799 euro sale a 1.860 se si considerano i laureati con figli, e scende a 1.795 per quelli senza figli. Il premio per la paternità è dunque del 4,7% nel 2023 e del 3,6% nel 2022: questa percentuale è coerente con quanto riporta la letteratura che studia le cause economiche di questo premio, cause che non sono di per sé evidenti, dato che la paternità non sembra avere alcun legame diretto con la produttività.
Le motivazioni
L’aumento di retribuzione per i padri potrebbe derivare dal fatto che la paternità induce gli uomini ad aumentare l’impegno lavorativo, ad esempio, rendendosi disponibili per straordinari o trasferte. Questo comportamento è stato osservato soprattutto tra i padri sposati le cui mogli riducono il proprio orario o interrompono il rapporto di lavoro.
Numerose ricerche empiriche condotte negli Stati Uniti trovano premi di paternità che variano dal 3 al 10%; ad esempio, la ricercatrice Alexandra Killewald osserva un aumento della retribuzione dei padri pari al 4%, e nota che la consistenza del premio è tanto maggiore quanto più i legami biologici, la convivenza con il bambino e il matrimonio con la madre del bambino si rafforzano a vicenda. È interessante notare, inoltre, che quando le loro mogli lavorano a tempo pieno i padri non ricevono alcun premio salariale statisticamente significativo.
Alcuni studi hanno cercato riscontro al fatto che il premio di paternità potrebbe derivare da un mero effetto di selezione: come per il matrimonio, anche per la paternità sono gli uomini con le retribuzioni maggiori che hanno maggiori probabilità di sposarsi e diventare padri, quanto meno nel caso in cui le loro caratteristiche personali come la lealtà e l’impegno siano valutate in modo simile dai datori di lavoro e dai potenziali partner. Ignorare o non correggere adeguatamente tale effetto di selezione porterebbe a una sovrastima dei premi salariali di paternità.

