Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
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La prima novità destinata a far discutere della 75esima edizione del Festival di Sanremo è l’assenza di monologhi. L’annuncio è arrivato dallo stesso Carlo Conti, direttore artistico per la quarta volta, al roof dell’Ariston, nella prima conferenza stampa della kermesse in onda su Rai 1 dall’11 al 15 febbraio. «Il che non vuol dire che non ci saranno momenti di riflessione, ma questi saranno affidati alle canzoni», ha spiegato Conti.
È una scelta politica? «In questa edizione non ho avuto nessuna pressione politica», specifica il conduttore. «L’azienda mi conosce, non cerco la polemica anche se poi a Sanremo arrivano comunque. Si tratta di una scelta che ha a che fare con i tempi televisivi. Sintetizzare il più possibile anche con delle riflessioni veloci è la mia idea». Il tema della guerra, per esempio, sarà declinato attraverso la presenza di Noa e Mira Awad, una artista israeliana e una palestinese che, alla prima serata, canteranno insieme Imagine.
Conti in ogni caso non ha nessun problema a definirsi antifascista: «Che problema c’è? Siamo nel 2025, la ritengo una domanda anacronistica. Mi preoccupano più altre cose: l’intelligenza artificiale, i satelliti...» Gli fa eco Gerry Scotti, co-conduttore dell’edizione assieme ad Antonella Clerici: «Ho avuto mezza famiglia sterminata dai fascisti, pensa un po’ a come posso rispondere a questa domanda».
Sanremo quest’anno inizierà con un brano di Ezio Bosso che fu ospite di una delle precedenti tre edizioni di Conti. «Sicuramente delle mie tre edizioni ci sono un paio di momenti che restano nel cuore», ha spiegato Conti. «Quando ho ospitato Sammy Basso e quando ho avuto modo di far conoscere il maestro Ezio Bosso. Per questo inizierò il Festival con un suo brano rielaborato dall’orchestra e un suo filmato», ha detto il direttore artistico. Conti, chiamando dietro al tavolo del roof dell’Ariston i co-conduttori Gerry Scotti e Antonella Clerici, ha specificato che «ci sarebbe stato un quarto elemento: Fabrizio Frizzi».
Gerry Scotti, da storico volto Mediaset, ne approfitta per smentire ambizioni del Biscione sul Festival di Sanremo, dopo la sentenza del Tar Liguria che ha sottolineato la necessità di una procedura di gara. Sull’ipotesi Warner Discovery, risponde invece Marcello Ciannamea, direttore Intrattenimento Prime Time: «Non temiamo nessuno, rispettiamo tutti. Abbiamo fatto appello verso la sentenza del Tar Liguria per affermare la legittimità delle delibere del Comune di Sanremo. A fine festival faremo una proposta autonoma al Comune sulla falsariga di quanto abbiamo scritto nel ricorso». Anche il Comune di Sanremo, rappresentato dal sindaco Alessandro Mager, si appresta a fare appello al Consiglio di Stato «chiedendo la sospensiva».