L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Rafforzare la rete Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) per migliorare il supporto ai pazienti e il collegamento con i servizi territoriali, coinvolgere gli operatori sanitari e sociali per una piena attuazione dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta). E ancora: favorire la partecipazione attiva delle persone con sclerosi multipla e dei caregiver nella rete dei servizi.
Sono gli obiettivi del progetto SMood, presentato a Siena dall’Asl Toscana Sud Est e da Aism, che mira a garantire alle persone che ne sono affette un percorso di vita personale pieno oltre a una presa in carico multidisciplinare.
Le azioni messe in campo con questo progetto sono: la formazione rivolta a persone con sclerosi multipla e ai caregiver, il confronto con gli operatori sanitari e sociali per migliorare l’applicazione dei Pdta, lo sviluppo dello sportello di accoglienza Aism per raccogliere i bisogni dei pazienti e il coinvolgimento delle Società della salute e Zone Distretto per integrare i servizi sanitari e sociali.
Hanno partecipato alla presentazione del progetto SMood, tra gli altri, Mario Alberto Battaglia, direttore generale Aism e presidente della Federazione Internazionale Sclerosi Multipla, la direttrice sanitaria dell’Asl Toscana Sud Est, Assunta De Luca, e la direttrice dell’Area dipartimentale Innovazione e sviluppo Maria Giovanna D’Amato.
“Fondamentale l’azione in rete delle istituzioni, dei centri clinici, dei servizi ed insieme dell’Associazione italiana sclerosi multipla, che è associazione delle persone coinvolte nella sclerosi multipla, per una piena attuazione del diritto alla salute – ha spiegato Mario Alberto Battaglia. - Il Pdta è uno strumento di diritti che vanno resi concreti ancor di più oggi che, a seguito della nuova legge della disabilità, il progetto di vita e il Pdta devono essere insieme la risposta alla persona per vivere pienamente la propria vita oltre la malattia”.