Se il professionista è malato 30 giorni di stop, ma solo per il Fisco
Il perimetro della norma della Manovra che consente di sospendere gli adempimenti a chi è malato o infortunato grave
di Maurizio Nadalutti e Stefano Zanardi
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I punti chiave
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Primo passo per il riconoscimento del diritto alla salute dei liberi professionisti. Ma la tutela non è però per tutti e riguarda solo gli adempimenti tributari. Infatti, le misure introdotte dalla legge di Bilancio 2022 (commi da 927 a 944 dell’articolo 1), in caso di malattia, infortunio, parto prematuro, interruzione della gravidanza o morte del professionista sono sicuramente da accogliere con favore, ma non possono soddisfare pienamente. Vediamo perché.
Gli adempimenti sospesi
A partire dal 1° gennaio, è stata introdotta la sospensione della decorrenza dei termini relativi agli «adempimenti tributari» a carico del libero professionista che, per motivi di salute, è impossibilitato a completarne l’esecuzione.
Dall’analisi del testo normativo, emerge in prima battuta che tutte le disposizioni fanno riferimento ai soli «adempimenti tributari». Ciò comporta che dovrebbero considerarsi escluse dalla sospensione le scadenze previdenziali, assicurative e giudiziarie.
Con la conseguenza che taluni professionisti potrebbero trovarsi costretti, nonostante i gravi problemi di salute accusati, a portare a conclusione regolarmente gli adempimenti previdenziali e quelli assicurativi, potendo fruire della sospensione solo per quelli tributari. Salvo che non venga data una interpretazione estensiva, risulta quindi evidente come non sia raggiunto in modo pieno l’obiettivo di tutela della salute del professionista.
Ad ogni modo, sempre sotto il profilo oggettivo, è stato specificato che la sospensione degli adempimenti tributari riguarda tutte le scadenze con carattere di perentorietà e per le quali l’inadempimento comporta l’irrogazione di sanzioni pecuniarie e penali nei confronti del professionista o del suo cliente; in sostanza quelle previste dai Dlgs 471/1997, 241/1997 e 74/2000.
