Small cap, Milano con Egm batte nel confronto Londra e Parigi
Euronext Growth Milan brilla per performance e Ipo: l’anno scorso capitalizzazione quasi raddoppiata. Raccolti sul mercato 834 milioni, in crescita del 512%
di Matteo Meneghello
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Euronext growth Milan brilla nel confronto con gli altri listini europei dedicati alle small cap, anche se le dimensioni del segmento italiano restano ancora ridotte al confronto di piazze come quelle di Londra e di Parigi. A fotografare lo stato delle cose è un report elaborato dal team ricerca&analisi di EnVent capital markets. Il 2021 è stato un anno di deciso consolidamento per l’ex Aim, che ha di fatto raddoppiato la capitalizzazione di mercato, raggiungendo la soglia degli 11,5 miliardi di euro (+95%), anche grazie al record di nuove ipo (44). Si tratta di una performance che sullo stesso segmento non è stata raggiunta né dal Lse, che ha registrato 87 nuovi collocamenti (e 54 delisting) e un market cap in crescita «solo» del 14%, né da Euronext Growth, con 90 quotazioni e un market cap cresciuto del 2,4%. L’anno scorso l’Egm ha primeggiato anche sul fronte delle performance, con un indice cresciuto del 58%, superando sia gli altri segmenti di Piazza Affari, sia gli altri indici Uk All Share e Aim Uk All Share, che hanno ottenuto rispettivamente il 15% e il 5% nell'ultimo anno.
La crescita del listino, al di là della pipeline di Ipo consistente negli ultimi anni, è poi sostenuta dallo sviluppo delle stesse quotate. Analizzando i dati dal 2016 a oggi, lo studio evidenzia come il 21,5% delle società che si sono quotate sul’Egm abbia avuto in questo periodo accesso a capitale aggiuntivo, mentre il 5,3% di tutte le operazioni di aumento di capitale dell’ultimo quinquennio è stato effettuato da società sbarcate a Piazza Affari nello stesso periodo. E la tendenza è in aumento: il 20,81% delle operazioni è stato concluso dal 2020 a oggi.
Partner di finanziamento
«La crescita non sarà solamente legata alle nuove quotazioni – commenta Paolo Verna, partner e responsabile Capital Market di EnVent CM - ma, come si evince dall’analisi, le premesse sono chiare perché il mercato dei capitali diventi un partner stabile di finanziamento. Lo si desume non solo dal trend recente degli aumenti di capitale, ma anche dalle indicazioni che si raccolgono da un mercato molto più evoluto e sviluppato come quello inglese. La quotazione – conclude Verna - diventa quindi un fattore competitivo estremamente importante e addirittura imprescindibile per le Pmi italiane che hanno nella crescita e nell’innovazione una caratteristica strutturale di sviluppo».
Il confronto relativo al capitale raccolto dal 2009 evidenzia un gap ancora ampio con l’Europa: nonostante nel 2021 ci sia stato un balzo in avanti per l’ex Aim, con 834 milioni raccolti (+512%), Londra ha raccolto nello stesso periodo 1,8 miliardi di sterline (+280%), Parigi 3,7 miliardi di euro (+79%). Le raccolte di capitale presentano differenza anche sul piano settoriale. Se l'anno scorso, sulla piazza milanese gli investitori si sono focalizzati soprattutto sul settore finanziario, raddoppiando la quota di investimenti totali rispetto al manifatturiero (44% della raccolta rispetto al 21%), a Londra si è registrato un interesse equamente suddiviso, con il 32% degli investimenti su entrambi gli ambiti. Se si guarda, invece, al market cap, in Italia l'industria digitale raggiunge il 34% dell'intero ammontare, distanziando il manifatturiero (22%) e triplicando il comparto finanziario, fermo all'11%. Si tratta di una situazione completamente opposta rispetto al Lse, dove l'industria manifatturiera guida la classifica con il 22%, seguita da Pharma e Beni di consumo, ambedue al 16%.
Cresce l’attrattività per gli investitori esteri
Gli ultimi indicatori analizzati di EnVent a conferma della maturità crescente di un mercato come Egm sono quelli relativi ai volumi di scambi e all’attrattività per gli investitori esteri. Se in passato l'attrattività è sempre stata un problema, il report di EnVent CM evidenzia come negli ultimi anni qualcosa sta cambiando: la quota degli investitori esteri è ora del 46%, cifra destinata a crescere ulteriormente, secondo il giudizio dei ricercatori, dopo la fusione tra Euronext e Borsa Italiana. Prendendo in considerazione i primi 40 investitori nel segmento Aim, 26 sono investitori istituzionali esteri, pari al 54% del mercato totale. Per quanto riguarda, infine, il volume di scambi giornalieri, anche in questo caso (pur con numeri nettamente inferiori rispetto a Londra e Parigi), Milano registra un trend di crescita maggiore.

