The study

Smart working, large enterprises back near the top

The use of the tool is also growing in medium-sized enterprises and the public administration: in 2024 there were 3.575 million agile workers, an increase of 0.6%. In micro enterprises there are 2 million potential new smart workers, but, says Corso (PoliMi): "We need a cultural leap"

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Nelle banche, nei mesi scorsi, si sono susseguiti diversi accordi sindacali con cui lo smart working, usato prevalentemente nel back office e nelle direzioni generali, ha cominciato ad essere sperimentato anche nelle filiali. È un settore il credito che, con le assicurazioni, vanta alcune tra le esperienze più mature su questa forma di flessibilità che è la più utilizzata per migliorare la conciliazione vita lavoro delle persone. L’estrema versatilità dello strumento ha fatto sì che molte società lo abbiano usato anche con altre finalità, come l’ottimizzazione dei costi energetici e di gestione delle sedi, in alcuni casi con le chiusure il venerdì o durante le ferie, o la loro ristrutturazione o gravi emergenze. Nel nostro Paese, esclusi alcuni casi di richiamo delle persone in ufficio, la scelta delle aziende è stata quella di andare avanti nell’utilizzo e capire come fare evolvere lo strumento. A dirlo sono i numeri dell’Osservatorio del Politecnico di Milano che saranno presentati il 28

Positive trend

Per i manager il vero interrogativo oggi non riguarda più se riportare le persone in sede, ma il perché e come farlo, cercando di raggiungere una maggiore maturità nell’uso dello strumento che si evolve, come si evolve il lavoro, anche per via della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. I dati positivi raccolti dall’Osservatorio acquistano maggior valore anche perché sono depurati dalle questioni normative. Rispetto al passato, la crescita complessiva poggia su basi più solide poiché non è legata a vincoli: il diritto all’utilizzo dello smart working per i soggetti fragili, ad esempio, non è più presente anche nel settore privato da gennaio 2024. Vediamo. Aumentano gli smart worker delle grandi imprese che sfiorano i 2 milioni (1,945), un numero tornato molto vicino al livello pandemico quando erano 2,1 milioni, la soglia tecnica massima: questo significa che circa il 53% delle persone nel 2025 lavora da remoto. Aumentano anche gli smart worker del settore pubblico che in totale sono 55

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LA RIPRESA DELLO SMART WORKING

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The potential for growth

Professor Mariano Corso, scientific head of the smart working observatory at the Politecnico di Milano, identifies this potential in the reservoir of micro, small and medium-sized enterprises, which together account for 95 per cent of the total economy in Italy. "21 per cent, 45 per cent if we consider only white collar profiles, of those who do not work remotely today declare that they could carry out at least half of their activities from a different location, guaranteeing at least equal efficiency and with the current technological equipment," he explains. "This allows us to hypothesise that around 2 million new smart workers could be added, rising from the current 3.75 million to around 6 million who worked remotely during the peak of the pandemic. This figure could grow further if we consider workers in micro enterprises for whom we do not have specific estimates. However, a leap forward is needed

Most used

Crescono le persone coinvolte, ma cresce anche l’utilizzo, soprattutto nelle grandi imprese: sono infatti solo il 15% le persone che lavorano da remoto meno giorni rispetto a quelli previsti dall’accordo siglato con la propria organizzazione, mentre l’85% utilizza tutti i giorni a disposizione. La principale motivazione indicata da chi usa meno giorni è la necessità di andare in sede per far fronte a urgenze o emergenze. Nelle Pa, invece, l’incidenza del sottoutilizzo è del 28% e la principale motivazione risiede in una scelta personale, basata sulla percezione che il numero di giornate di lavoro da remoto sia maggiore rispetto a quanto necessario. Nelle Pmi la situazione è più eterogenea: solo il 49% lavora da remoto per i giorni definiti dall’accordo, gli altri si dividono tra chi utilizza di meno questa possibilità (22%) e chi la usa di più (15%). Alla base della disomogenità c’è un approccio più informale allo smart working nelle piccole realtà, che consente maggiori deroghe rispett

The presence of policies or agreements

Among large companies, trade union policies or agreements remain stable and are almost always present: 95% of organisations have one. Among SMEs, 45% of companies adopt initiatives - a decrease of 8 percentage points compared to 2024 -, but informal management prevails, in which flexibility derives more from an agreement between the worker and his or her supervisor than from a structured decision defined at organisational level. The spread of trade union policies or agreements is mainly influenced by company size: in small companies the decrease in initiatives is more consistent (-8%), while in medium-sized companies, in addition to being more contained (-4%), there is a growth in structured initiatives, which reaches 27% (+7% compared to 2024).

The effects

Per comprendere gli effetti dello smart working, i ricercatori dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, guidati dalla direttrice Fiorella Crespi, hanno visto che non è più sufficiente analizzare solo gli aspetti formali, come il numero di giornate di lavoro da remoto. Proprio per questo l’Osservatorio ha approfondito come i diversi approcci nell’applicazione delle policy possono impattare sulle persone e sull’organizzazione, considerando l’engagement, che rileva l’attaccamento della persona al proprio lavoro, e il commitment, che misura il legame affettivo verso l’organizzazione e il desiderio di continuare a farne parte. Tra i lavoratori white collar, il livello medio di engagement di coloro che utilizzano un approccio collaborativo nell’organizzazione delle giornate da remoto è pari a 6,65 (su una scala 1-10), rispetto a 6,14 per coloro che non hanno autonomia decisionale e 6,05 per coloro in cui a guidare è la scelta personale. Scostamenti minimi, ma che assumono rilevanza in un con

Productivity

Analysing performance, the researchers of the PoliMi Observatory found that those who use a collaborative approach to organise their working days remotely perform better than others, particularly those who are subjected to the decisions of the organisation or boss. The results are better when indicators are considered regarding effectiveness, in making decisions or in communication with colleagues and boss or work activities. In other words, leaving teams free to organise themselves allows them to better plan interactions as well. The difficulty for people to disconnect remains among the greatest criticalities of smart working. Remote workers are more prone to overworking: among white collar workers, 35% suffer from it compared to 30% of those who always work on site. This difference is even more significant when comparing white and blue collar workers: in the first case 39% talk about it, in the second 25%.

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