Codice della strada

Record di ritiri delle patenti con il nuovo Codice della strada: boom di sanzioni per guida con cellulare

In tre mesi oltre 16mila revoche o mini sospensioni dalla Polizia stradale. Da Milano a Palermo boom di provvedimenti dei vigili. Gli uffici alle prese con l’aggravio delle procedure

di Marta Casadei, Margherita Ceci, Michela Finizio, Silvio Scotti

Quante patenti sono state ritirate con il nuovo Codice della strada

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A tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove regole per gli automobilisti la Polizia Stradale ha già ritirato 16. 432 patenti (per revoca o sospensione), poco meno della metà rispetto alle 38mila ritirate in tutto il 2024. Un boom di provvedimenti sanzionatori che sta creando non pochi problemi sul territorio, dove anche i Comandi delle Municipali sono alle prese con numeri completamente diversi rispetto agli anni scorsi: a Roma, nel primo bimestre dell’anno, sono state ritirate 530 patenti, il 77% in più rispetto all’anno prima; a Milano 647, contro alle 183 (da gennaio al 15 marzo).

I numeri sono da record ovunque: a Palermo nei primi tre mesi di attuazione del nuovo Codice della Strada sono stati effettuati 267 ritiri, rispetto agli 85 dello stesso periodo dell’anno precedente; a Bari ne hanno “bloccate” 103, contro le 34 dell’anno prima; a Bologna l’aumento è del 60%; a Napoli del 64,4 per cento. A Firenze, invece, si è saliti da 124 a 174 (+40%). A Genova si è passati dai 366 atti trasmessi alla Prefettura tra il 1°gennaio e il 26 marzo 2024 ai 746 del periodo 1°gennaio-26 marzo 2025.

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I dati sulle sanzioni irrogate dalla Polizia Stradale e dalla Polizia locale delle principali città metropolitane, raccolti dal Sole 24 Ore del Lunedì, riflettono l’incremento dei controlli, ma anche l’impatto di due novità introdotte con la riforma del Codice della Strada (legge 177/2024) entrata in vigore lo scorso 14 dicembre.

Le nuove regole prevedono, innanzitutto, una procedura di maggior rigore in caso di guida con il cellulare: l’infrazione riscontrata dall’agente ora prevede l’immediato ritiro della patente, ed entro 15 giorni la Prefettura deve adottare il provvedimento sanzionatorio, stabilendone la durata (minimo 15 giorni senza recidiva, con almeno 20 punti sulla patente). La guida con cellulare, stando ai dati di Polizia Stradale e Carabinieri comunicati a metà marzo dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è responsabile del 50% dei ritiri effettuati negli ultimi tre mesi.

I DATI DELLA POLIZIA STRADALE

Fenomeni rilevati su autostrade, strade statali, regionali, provinciali e comunali. Dati dal 14 dicembre al 26 marzo di ciascun anno

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A far lievitare i numeri ci sono poi le nuove “mini-sospensioni”, introdotte con l’articolo 218-ter che va ad accodarsi agli articoli 218 (sulla sospensione della patente) e 218-bis (relativo al caso dei neopatentati). A Milano in due mesi e mezzo sono state applicate 157 mini-sospensioni; a Bologna 28 in tre mesi; a Napoli 87. Anche Genova conferma: «L’aumento del numero di patenti sospese o ritirate è correlato a violazioni che prima non prevedevano il ritiro o la sospensione della patente, come l’utilizzo del cellulare durante la guida o la mancata precedenza ai pedoni - spiegal’assessore comunale alla Sicurezza e Polizia Locale, Sergio Gambino -. Per quanto riguarda il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza, invece, stiamo notando un fortissimo calo, sintomo che le persone non si mettono alla guida dopo avere bevuto».

La sospensione breve si applica solamente nei confronti degli automobilisti con meno di 20 punti sul documento di guida: in caso di infrazione scattano sette giorni tra 19 e 10 punti; 15 giorni per punteggi inferiori; con un raddoppio della durata in caso di sinistro stradale (quindi 14 o 30 giorni). A fine novembre con meno di venti punti erano appena 824.380 patenti attive su un totale di 39.484.491 (circa il 2,5%), quindi una platea ridotta. Ma la casistica di infrazioni per cui scattano i ritiri “brevi” è molto ampia: si va dal superamento a destra, alle mancate precedenze o al passaggio col semaforo rosso.

NELLE GRANDI CITTÀ

Fenomeni rilevati dalla Polizia municipale nei Comuni delle principali città metropolitane. Periodo 14 dicembre 2024-15 marzo 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

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Il tutto si traduce, inevitabilmente, in un aggravio di lavoro per chi opera su strada. Sono più di otto le procedure che deve eseguire l’agente accertatore: il vigile deve innanzitutto verificare che la violazione rientri nell’elenco delle infrazioni che provocano la sospensione breve; quindi va a controllare il punteggio sulla patente dell’interessato nell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (Anag); se è inferiore a 20, procede all’immediato ritiro e annota la circostanza sul verbale di contestazione; raddoppia la durata della sospensione se il conducente ha provocato un sinistro; rilascia un permesso temporaneo per consentire al trasgressore di raggiungere il luogo dove lasciare il veicolo; annota l’eventuale mini-ritiro (come già accade per quello ordinario) nell’Anag; comunica al conducente dove verrà trattenuto il documento di guida e predispone il verbale per la riconsegna.

I tecnici dell’area sicurezza dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, fanno sapere che proprio quest’ultimo passaggio – in particolare laddove è previsto che la sospensione venga trasmessa in Prefettura (come nel caso della guida con cellulare) – ha generato in alcune città non pochi problemi: gli uffici inizialmente non erano pronti a gestire una mole così ampia di pratiche o richieste agli sportelli.

L’altra criticità è legata all’accesso alle banche dati da parte della Polizia locale: lo scambio informativo, sui punti della patente o sulle eventuali recidive, funziona ma per i vigili urbani l’accesso alla piattaforma predisposta dalla motorizzazione è ancora a pagamento. «L’accesso libero – afferma Diego Porta, presidente dell’Associazione Comandanti e Ufficiali della Municipale (Ancupm) - ci è negato in base a una vecchia normativa che non ci equipara alle forze di polizia dello Stato. E le risorse, lo sappiamo, sono ridotte. Speriamo di ottenere gli stessi benefici con la prossima riforma».

Chi opera sul territorio è comunque soddisfatto dell’impatto dei nuovi provvedimenti. «Questi “ritiri brevi”, stando agli atti parlamentari, sono stati introdotti come una specie di sperimentazione, ma sembra stiano dando i loro effetti», commenta il vicepresidente dell’Anvu, Roberto Benigni. «Inizialmente – racconta – hanno creato un po’ di incertezza, soprattutto nei Comuni più piccoli. Poi la circolare dell’Interno ha fornito un modello di atto per il ritiro della patente e anche le difficoltà iniziali, come quelle legate alla sovrapposizione con i casi di recidiva, sono state superate».

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