Sospensioni difettose? Tesla rischia un richiamo in Norvegia
Sotto la lente presunti difetti alle sospensioni, che l’assistenza del costruttore Usa avrebbe di fatto negato a fronte delle richieste dei clienti
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Non è il maxi richiamo da 2 milioni di vetture negli Stati Uniti per i noti problemi al software di guida assistita, ma di certo è un altro episodio del momento no tra Tesla e i Paesi scandinavi. Perché mentre prosegue il braccio di ferro iniziato a fine ottobre con i sindacati sul contratto di lavoro dei 130 meccanici dei punti di assistenza in Svezia (che coinvolge per solidarietà anche Finlandia, Danimarca e Norvegia), il costruttore di automobili a maggior capitalizzazione è alle prese con un’indagine dell’agenzia norvegese per la sicurezza stradale. Questa volta si tratta di presunti difetti alle sospensioni, che l’assistenza Tesla avrebbe di fatto negato a fronte delle richieste dei clienti. Ne potrebbe scaturire un richiamo su tutti i modelli S e X in circolazione.
Tor-Ove Satren, ingegnere della Norwegian Public Roads Administration (Npra), ha dichiarato che l’agenzia ha chiesto a Tesla da oltre un anno di prendere in considerazione le richieste dei clienti in merito alla rottura dei braccetti ammortizzatori posteriori delle Model S e X, rispettivamente berlina e crossover di fascia alta della casa di Austin, Texas.
La Npra potrebbe imporre a Tesla un richiamo per le vetture in questione allo scopo di sostituire i componenti interessati, nel caso l’indagine porti alla conclusione che il guasto espone a un rischio grave. L’indagine potrebbe anche essere chiusa senza alcun provvedimento se, al contrario, non fossero riscontrati pericoli. La decisione è attesa per Natale. La vicenda è stata svelata da Reuters.
Tesla, secondo la ricostruzione, avrebbe incolpato i conducenti per i frequenti guasti alle sospensioni e allo sterzo, pur essendone a conoscenza da tempo. In ragione dell’impennata dei costi della garanzia, Tesla avrebbe cercato di ridurre la spesa per le riparazioni attribuendo i problemi a un utilizzo scorretto. Tali conclusioni sono contenute in un rapporto basato su migliaia di documenti della stessa casa texana e su interviste a ex dipendenti, tra cui responsabili dell’assistenza Tesla e tecnici in Norvegia.
L’indagine ha rilevato che i guasti ai braccetti ammortizzatori erano un problema costante nel Paese nordico, uno dei maggiori mercati europei del produttore americano.

