Sperimentazione, testing, leadership: il business model post pandemia
Secondo Alex Osterwalder per costruire un’azienda “invincibile” si deve esplorare il nuovo continuando a valorizzare l’esistente
di Gianni Rusconi
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Come si acquisisce vantaggio competitivo e come si cresce attraverso un modello di business innovativo? E quali sono le direttrici da seguire per perseguire questo obiettivo nel cosiddetto “new normal”? Domande che, in questa fase ancora fortemente segnata dagli effetti della pandemia di Covid-19, rimbalzano ricorrenti sui tavoli del top management e che sono state anche il succo dell'intervento di Alex Osterwalder, uno dei maggiori esperti al mondo in materia di trasformazione dei business model (nonché creatore del Business Model Canvas) e relatore d’eccezione al recente Marketing Forum di Milano, evento organizzato da Performance Strategies, società specializzata nella formazione per il mondo business.
L’essenza del Business Model Canvas si riflette in un’affermazione ricorrente di Osterwalder: “Esplorare nuove idee non è un percorso lineare ed è completamente diverso dal gestire attività esistenti. Questo non significa che le due dimensioni - l'esplorazione del nuovo e la valorizzazione di ciò che esiste già - siano separate, anzi. L’implementazione e l’innovazione sono due fattori che devono assolutamente procedere di pari passo e per costruire un’azienda invincibile è necessario creare, gestire e armonizzare due culture completamente antagoniste”.
Da qui l’idea di uno schema avente lo scopo di rendere comprensibile e visuale (e quindi più immediato) il funzionamento di un’azienda, di qualsiasi dimensione essa sia, e di accompagnare le figure apicali dell’organizzazione a testare sistematicamente nuove idee di business, gestendone il rischio e abilitando la creazione e la distribuzione di valore. Il punto di arrivo è quello di sviluppare e implementare nuovi modelli (di business) per cambiare le regole del gioco e (possibilmente) trasformare un intero settore. Come raggiungere questo traguardo?
Innanzitutto, sostiene Osterwalder, evitando di cadere nella tentazione di sentirsi invincibili e arroganti. Volendo riassumere il pensiero del 47enne relatore e consulente svizzero, possiamo ricorrere a tre verbi: re-inventare, riorganizzare e ripensare. Cosa? Processi, modelli di business, operation, relazioni. Con l’imperativo di farlo in modo agile, valorizzando competenze, aprendo il proprio ecosistema anche all’esterno dei confini dell'impresa e trovando la via più indicata, rispetto alla situazione di partenza, per portare avanti la trasformazione.
“La vera sfida da superare - spiega in proposito al Sole24Ore.com - è capire dove attuare il cambiamento e come gestirlo, cercando i leader più adeguati ad assolvere questo compito. L’innovazione non è mai una sola questione di risorse economiche da investire, bensì una questione di cultura aziendale e di leadership, di mentalità e di esperienza”.
