Spettacolo notturno

Il mistero della spirale azzurra: SpaceX coinvolta nel fenomeno celeste in Italia e nel Nord Europa

Una misteriosa spirale azzurra appare nei cieli di Italia e Nord Europa, con SpaceX coinvolta nel fenomeno atmosferico

di Leopoldo Benacchio

Foto di Luca Madaschi

2' min read

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Una spirale azzurra molto marcata è apparsa il 24 marzo nei cieli dell’Italia, specie al centro nord, e anche in altri paesi del Nord Europa.

Spettacolo decisamente interessante e che ha posto un interrogativo ovvio: che cos’è? L’ipotesi Ufo, dopo che il Congresso americano ha desecretato gli atti relativi all’inchiesta sugli oggetti non identificati, piena di avvistamenti fasulli di droni, aerei, fulmini particolari e altro, è oramai tramontata e interessa solo i più accaniti fedeli dell’esistenza di misteriosi e potentissimi extraterrestri. Perfino il Pentagono americano ha chiuso il capitolo.

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Un segno dei tempi invece è che dopo pochi minuti dall’apparizione del fenomeno atmosferica, da Parigi al Centro Italia, la spiegazione è rimbalzata attraverso i social media, da Facebook a X: la strana spirale era dovuto al rientro in atmosfera di un pezzo di un razzo di SpaceX.

Pare infatti che si sia trattato del rientro in atmosfera del secondo stadio di un Falcon 9 che aveva portato in orbita un segretissimo satellite per la sicurezza nazionale Usa, di cui non si sa neppure, al momento, l’orbita definitiva. Ce ne sono parecchi di satelliti militari delle varie potenze spaziali, ne ha anche qualcuno l’Italia.

Spirale luminosa in cielo: ecco le immagini

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Quel che è successo è normale, ma la incredibile limpidezza dei cieli su quasi tutta Europa della notte passata ha permesso a tutti di poter osservare il fenomeno, che avviene ogni volta che uno degli stadi del Falcon 9, il cavallo di battaglia di SpaceX che lo scorso anno ha fatto ben 140 lanci, sfiata il carburante che non ha eventualmente utilizzato per evitare deflagrazioni al rientro in atmosfera.

Niente di nuovo quindi, ma una bella visione che ha incuriosito e affascinato, come solo i fenomeni celesti, che amiamo ma anche un poco temiamo, sanno fare.

Di sfondo comunque c’è il problema dell’inquinamento crescente che il numero di satelliti, o parti di razzo che rientrano in atmosfera creano.

Per esempio, la costellazione di satelliti più famosa oggi, Starlink, che trasmette la rete Internet dallo spazio è costituita dalle migliaia di satelliti, oggi andiamo verso gli ottomila, ma ne sono previsti 40.000.

Delfini nuotano intorno alla capsula Space X subito dopo l'ammaraggio in Florida

Per questi satelliti è prevista la cessazione del servizio, e il rientro, si spera, controllato a terra dopo cinque anni. Tutto bene se non che quando rientrano in atmosfera si bruciano almeno in gran parte, immettendo nella stratosfera, fra 10 e 50 chilometri dal suolo, vapori di alluminio, litio e altri metalli tossici che certamente bene non fanno. Dato lo stratosferico, questo sì, aumento previsto dei satelliti di ogni tipo è un problema grosso da risolvere, non si può continuare a far finta di niente.

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