Desertificazione bancaria

Sportelli già chiusi, in Campania i clienti con i maggiori disagi

Nel territorio campano quasi 800mila persone vivono in municipi senza uno sportello. Il caso di Trentola Ducenta. In arrivo la proposta di legge Cnel sulle tesorerie

BANCA INTESA SAN PAOLO

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Tre indicatori negativi per la Campania nell’ambito del fenomeno della desertificazione bancaria. È la regione che possiede il più alto numero di abitanti (792mila) residenti in comuni dove sono assenti sportelli. Inoltre la Campania si posiziona in seconda posizione, dopo la Lombardia, anche per numero di imprese (ben 45mila) con sede in un municipio privo di filiali. E per finire, in provincia di Caserta c’è il comune con più di 20mila abitanti che per la prima volta in Italia è rimasto senza sportello: Trentola Ducenta.

I dati sono quelli dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria del sindacato First-Cisl che ha elaborato, assieme alla Fondazione Fiba, le informazioni di Bankitalia e Istat. Una miniera di notizie disponibili online, che consente di mettere a fuoco il fenomeno della chiusura di sportelli.

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LA DESERTIFICAZIONE BANCARIA

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La desertificazione nel 2024

First-Cisl ha calcolato che nel 2024 le banche italiane hanno sbarrato 508 sportelli, portando il numero complessivo sotto quota 20mila con un calo del 2,5% rispetto al 2023. «Oltre 4,6 milioni di italiani non hanno accesso fisico ai servizi bancari», perché nel territorio comunale non c’è nemmeno una filiale, viene segnalato dal sindacato bancario guidato da Riccardo Colombani. «La desertificazione bancaria – viene ancora rilevato nel report – rappresenta un acceleratore dell’esclusione sociale soprattutto per le fasce anziane della popolazione penalizzate dal minor livello di competenze digitali. Tra i 65 e i 74 anni, soltanto il 33,9% utilizza l’internet banking contro una media Ue del 44,7 per cento». Una vera e propria debacle per le pantere grigie, che avranno sempre più difficoltà di accesso a uno sportello.

Il sindaco di Trentola Ducenta

Michele Apicella, sindaco di Trentola Ducenta, non va certamente fiero del triste primato cittadino. «Fino a 6 mesi fa, nel centro della nostra città c’era la filiale del Banco Napoli (gruppo IntesaSanpaolo, ndr) che poi ha definitivamente chiuso dopo oltre 30 anni – ricorda il primo cittadino –. Adesso c’è un bancomat all’interno del centro commerciale e poi ci sono due sportelli postali con i Postamat». A questo punto, spiega il sindaco Apicella «per trovare uno sportello bancario dobbiamo recarci nella vicina città di Aversa». Si spera adesso che qualche Bcc possa aprire uno sportello a Trentola. Apicella comunque ammette «che in filiale si va poco. Le persone che conosco, ma vale anche per me, operano tutte attraverso il web». Ci sono però tanti anziani, i mutui da accendere e i fidi per le imprese, oltre alla conoscenza del territorio da parte dei funzionari bancari. Come si fa a trovare una soluzione a tali problemi soltanto con l’utilizzo del web?

TRENTOLA PRIMO COMUNE DA 20.000 ABITANTI SENZA FILIALI

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I comuni senza sportelli

Nella classifica dei comuni senza filiali e con una popolazione superiore ai 10mila abitanti, ci sono quasi tutti municipi delle provincie di Napoli e Caserta: San Marcellino, Casandrino, San Cipriano d’Aversa, Pollena Trocchia, Gricignano di Aversa, Calvizzano, Crispano. Inoltre, nella graduatoria dei comuni con un solo sportello, al primo posto vi è un municipio della provincia di Napoli dove vivono ben 35mila persone: Mugnano. Nella stessa situazione c’è Castel Volturno (27mila abitanti), in provincia di Caserta.

«In Campania, secondo i dati del nostro Osservatorio – evidenzia il segretario generale della First Cisl di Napoli, Gianluca D’Auria – 792mila persone vivono in comuni dove sono assenti sportelli bancari e quasi altrettanti risiedono in paesi dove c’è una sola filiale. Stiamo parlando di più di 1 milione e mezzo di persone che ha difficoltà di accesso ai servizi bancari». E aggiunge: «È una situazione molto difficile che peggiorerà con il risiko in atto». D’Auria ricorda infine che «dove non c’è un presidio del territorio da parte delle banche, molto spesso viene alimentato purtroppo il fenomeno dell’usura».

C’è Sud e Sud

Non tutto il Sud Italia però è in fondo alla classifica. A livello di provincie, per esempio, al primo e secondo posto in Italia per densità di sportelli bancari ci sono i territori di Barletta-Andria-Trani e quello di Brindisi; gli analisti della Fondazione Fiba e della First Cisl hanno usato quattro criteri per stilare tale classifica: sportelli, abitanti, imprese, superficie.

Ebbene, dopo le due provincie pugliesi ci sono poi Grosseto, Pisa e Ragusa. Dal lato opposto, la provincia che sta peggio è quella calabrese di Vibo Valentia.

La soluzione Cnel

Intanto è sulla rampa di lancio la proposta di legge del Cnel per contrastare proprio la desertificazione bancaria. Il perno su cui ruoterà l’intero provvedimento saranno le tesorerie dei piccoli comuni. «La proposta di legge – spiega Paolo Pirani, consigliere di presidenza del Cnel che si occupa della materia – punterà a rimettere a gara le tesorerie dei comuni con una bassa densità abitativa. E le banche che conserveranno lo sportello in quell’area, o lo apriranno, potranno aggiudicarsi la tesoreria».

La proposta di legge arriva da quel tavolo costituito in ambito Cnel l’anno scorso e che aveva discusso le potenziali iniziative da portare avanti per contrastare la desertificazione bancaria e, più in generale, quella dei servizi nelle aree con pochi abitanti. L’iniziativa legata alle tesorerie era stata avanzata in particolare da Abi e Federcasse. Le due organizzazioni datoriali tra l’altro avevano chiesto l’utilizzo di innovazioni tecnologiche per far evolvere i Pos (i dispositivi che accettano i pagamenti con carta di credito o prepagate) con funzioni assimilabili a quelle degli Atm, ovvero i totem che erogano contanti grazie ai bancomat. Infine, sempre in sede Cnel, Abi e Federcasse avevano chiesto di «rafforzare le connessioni internet, assicurandone la stabilità e l’ampia copertura al fine di sviluppare ulteriormente l’offerta di servizi bancari elettronici e telefonici atti a servire il segmento di clientela che predilige le applicazioni digitali».

Gli osservatori regionali

Nei prossimi mesi dovrebbe poi essere presentata, sempre via Cnel, la proposta di istituzione degli Osservatori regionali sull’attività bancaria. Una richiesta avanzata, nell’ambito del tavolo di consultazione, da parte delle confederazioni sindacali del credito First-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca. Oltre agli osservatori regionali, i sindacati hanno chiesto anche «l’istituzione di classifiche di sostenibilità delle banche correlate alla presenza fisica e/o alla realizzazione certificata di programmi di educazione digitale della clientela».

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