Case auto e compagnie aeree contro il pacchetto Ue sul clima: «Ci penalizza»
Per Acea vietare una singola tecnologia è un errore. Confindustria: dal pacchetto Fit-for-55 una sfida di politica industriale senza precedenti
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Il piano Fit-for-55 presentato mercoledì 14 luglio dalla Commissione europea fa discutere e solleva i dubbi dell’industria più colpita dalle nuove misure che puntano a tagliare del 55% le emissioni di anidride carbonica entro il 2030.
Le case automobilistiche, le compagnie aeree e l’industria più energivora hanno criticato all’unisono il pacchetto che comnprende il divieto di vendita delle nuove auto diesel e a benzina dal 2035, una tassa sul carburante per l’aviazione e il trasporto marittimo, e la decisione di eliminare gradualmente dal 2026 i permessi di inquinamento gratuiti assegnati nell’ambito del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets).
L’Ets, che fissa un prezzo sull’anidirdie carbonica, è stato anche esteso per la prima volta all’industria navale.
Acea: scelta irrazionale
La principale associazione europea dei produttori di automobili (Acea) ritiene “irrazionale” lo stop ai motori a benzina e diesel al 2035 come proposta nel nuovo pacchetto clima europeo «Fit-for-55».
L’associazione fa presente alla commissione Ue che sta commettendo un «errore cercando di eliminare le auto a benzina e diesel dalla circolazione entro il 2035». I produttori affermano di sostenere «tutti gli sforzi per rendere l’Europa a emissioni zero entro il 2050, come previsto dalla proposta di legge sul clima, ma vietare una singola tecnologia non è una via razionale da perseguire in questo momento».
