Infrastructure

Ponte sullo Stretto, all the knots to be unravelled. Now the funds are secured

Pending the filing of the grounds for the Court of Auditors' refusal of approval, the tables of the budget law will be put in place

by Flavia Landolfi

Imagoeconomica

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These are crucial days for the Ponte sullo Stretto bridge, a project that has been in the news in alternating phases between full steam ahead and heavy stoppages, and which over the years has become a political battleground between parties, for and against, environmental associations, trade unions, and citizens' movements. The latest news concerns the funds, some 3 billion euro as we learn, which will be secured by a readjustment to the 2025 tables, as Minister Salvini announced a few days ago. "We must secure the funds necessary for the work that we are determined to carry out," said the deputy prime minister. And with the postponement of the construction sites, this is now one of the priorities.

The scenario

Dopo la brusca frenata impressa dalla Corte dei conti che la scorsa settimana ha negato il visto di legittimità sulla delibera Cipess, ora per il governo e per il leader del Carroccio, che al Ponte ha legato a doppio filo il suo mandato al dicastero di Porta Pia, non rimane che attendere le motivazioni. Sarà lì, davanti alle obiezioni dei giudici contabili, che si giocherà il secondo tempo di questa vicenda. L'ipotesi che circola è quella di mettere velocemente in piedi un nuova delibera da passare al vaglio del Cdm per poi ritornare davanti alle sezioni riunite della Corte per un ultimo tentativo. L'ambizione, dicono nei corridoi, è di incassare una legittimità piena all'opera. Un sì traballante viene letto oggi come lo scenario più temuto, perché aprirebbe la strada a contenziosi oltre che esporre i protagonisti a responsabilità anche di natura giudiziaria. Ma del resto per un'opera che è passata dai quasi 5 miliardi del 2001 (delibera Cipe 121/2001) ai 6,3 miliardi stimati dalla Corte dei conti

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The Reliefs of the Way

In the meantime, however, it is useful to go back over the obstacles that have cropped up on the road to the project since it was resurrected, starting with the first observations in the Via procedure, the environmental impact assessment, which the project - amidst protests from environmental associations - has since met with prescriptions. 239 in all were issued by the Commission operating within the Ministry of the Environment: these include environmental impact assessments, the land use plan and compliance checks, as well as other issues related to the impact of the work on the environment and its construction; the cost-benefit analysis with the request to better clarify the "social, economic, political and institutional context in which the project is set"; the costs of maintaining the work with the "request to better specify the type and variety of investment, maintenance and management costs of the work".

Anac findings

Dal canto suo anche l'Anticorruzione, guidata da Giuseppe Busia, si era espressa con chiarezza sui punti critici, a suo avviso, dell'opera. Un dossier articolato, che risale alle audizioni sul decreto legge 35/2023 e ai successivi pareri del 2024, e che aveva anticipato molti dei nodi che ancora oggi pesano sull'iter dell'opera. Il primo rilievo riguarda l'architettura stessa del progetto di legge che ha riattivato la società Stretto di Messina. Anac aveva segnalato l'incoerenza tra la previsione di un nuovo consiglio di amministrazione - indicato dal Mit per valorizzare le migliori competenze del Paese - e l'ipotesi parallela di affidare la gestione a un commissario straordinario. Un corto circuito istituzionale che, secondo l'Autorità, rischia di indebolire la governance della società concessionaria. Le obiezioni di Anac toccano anche i parametri di sostenibilità economica ma ci sono due aspetti centrali su cui Busìa batte da anni e che riecheggiano anche nelle osservazioni della Corte note fino a qui

The node of the race

La questione tocca il rapporto con Bruxelles. La scelta di non bandire una nuova gara, riattivando il vecchio contratto del 2011, è stata giustificata dal governo con il limite del +50% sul valore originario previsto dalla direttiva europea. Ma, osserva Anac, il decreto infrastrutture fissa la base di calcolo non sul valore iniziale, bensì su quello aggiornato nel Def 2012, molto più alto. Una scelta interpretativa che, secondo l'Autorità, avrebbe richiesto un confronto formale con la Commissione europea per evitare il rischio di futuri contenziosi o di una procedura d'infrazione. Anche perché l'assenza di un progetto esecutivo unitario, sostituito da un approccio per fasi, rende oggi difficile stimare l'effettivo impatto economico e verificare il rispetto dei limiti di costo imposti dalle norme Ue. Anche su questo aspetto la Corte dei conti sembra non vederci chiaro quando afferma che nonostante le integrazioni documentali inviate dal governo “alla stregua dei chiarimenti resi – sforniti, comunque,

"Phased" executive design and the role of the designer

Il terzo rilievo, che sembrerebbe anche questo aver fatto storcere il naso ai magistrati contabili, è la scelta di procedere con una progettazione per fasi introdotta dal decreto del 2024. Per Anac questa impostazione non solo riduce la chiarezza sul quadro complessivo della spesa, ma può compromettere la funzionalità stessa dell'opera. Per la Corte tra gli elementi di dubbio “in ordine alla conformità della complessiva operazione alle menzionate disposizioni e ai principi di derivazione eurounitaria, segnatamente quello di concorrenza” c'è anche questo: “alla possibilità della progettazione esecutiva anche per fasi costruttive”. Insieme alle molte altre che fa intendere la Corte hanno modificato in profondità la natura del progetto. Una tra tutte il passaggio dell'opera da un modello di project finance “originariamente rimesso a capitale, anche privato” mentre oggi è

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